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Dana Italia. Grasselli (Fiom): “Situazione da monitorare giorno per giorno”

Fino a maggio tre settimane di cassa integrazione al mese negli stabilimenti di Arco e Rovereto. Grasselli: “Continua la crisi nell'automotive. Solo a maggio è prevista una piccola ripresa”

Dana Italia. Grasselli (Fiom): “Situazione da monitorare giorno per giorno”

Dovevano rientrare lunedì al lavoro gli operai della Dana di Arco e Rovereto ma ieri l'azienda ha chiesto altre tre settimane di cassa integrazione. Lo comunica la Fiom Cgil del Trentino che per bocca del segretario generale di categoria, Roberto Grasselli, precisa i contorni della gestione delle sospensioni nella multinazionale americana.

«L'azienda – spiega il sindacalista – ci ha confermato di voler accedere alla cassa integrazione per tutto il personale dello stabilimento di Rovereto, circa 350 lavoratori, e per metà del personale impiegato nello stabilimento di Arco, dove lavorano poco più di 600 addetti. Con tutta probabilità la cassa proseguirà per altre tre settimane anche per il mese di aprile. Solo a maggio è prevista una breve risalita degli ordinativi, trainata non tanto dalla ripresa del mercato, quanto dalla necessità di rifornire i magazzini delle aziende produttrici di autoveicoli pesanti».

E' proprio questa mancanza di orizzonte a preoccupare Grasselli. Dana infatti produce assali e componenti per i mezzi impiegati nell'edilizia e nell'agricoltura. «Ad oggi – avverte il segretario della Fiom – non si può dire come si uscirà da questa fase di recessione. Registriamo un preoccupante calo degli ordini anche per quel che riguarda i mezzi agricoli e anche su questo versante non si vedono segnali di ripresa. Per questo siamo impegnati in un monitoraggio continuo, giorno dopo giorno, sull'andamento dell'azienda».

«In questo frangente così delicato – conclude Grasselli - il nostro obiettivo nel confronto con gli industriali e con le istituzioni locali e nazionali, rimane sempre lo stesso: evitare il più possibile i licenziamenti collettivi e garantire agli operai cassintegrati un'integrazione al reddito visto che, con i miseri 800 euro mensili corrisposti dall'Inps, è difficile campare. Per questo al Governo Berlusconi abbiamo chiesto sia l'estensione dei periodi che l'innalzamento delle indennità di cassa integrazione. Se ciò non verrà concesso, per molti lavoratori la situazione potrà davvero diventare drammatica»

13 marzo 2009

 

 

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