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Aumento indennità politici. Cgil Cisl Uil: “Uno schiaffo ai cassintegrati”

Dopo gli aumenti alle indennità dei consiglieri provinciali, la presa di posizione dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino Ruggero Purin, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari

Aumento indennità politici. Cgil Cisl Uil: “Uno schiaffo ai cassintegrati”

 «L'aumento delle indennità dei consiglieri provinciali rappresenta uno schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati, a tanti che rischiano di restare senza impiego. In generale mortifica i trentini alle prese con una delle più drammatiche crisi economiche degli ultimi decenni. I 300 euro di aumento, che portano l'indennità dei nostri rappresentanti politici a quota 14.359 euro mensili, sono scandalosi se raffrontati agli 800 euro lordi percepiti da un lavoratori cassintegrato o disoccupato. Un intervento a gamba tesa così plateale nel bel mezzo della recessione i consiglieri provinciali dovevano evitarlo ad ogni costo.

Così infatti la politica si dimostra ancora una volta lontana dal mondo reale e certifica il proprio distacco dalla condizione quotidiana di decine di migliaia di lavoratori e pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese. Inoltre in un sol colpo rischiano di essere vanificati gli sforzi che proprio la politica locale aveva sostenuto per eliminare i vitalizi e limitare i privilegi nella passata legislatura. Di fronte a tutto questo, valgono davvero a poco il balbettio di chi si giustifica sostenendo si tratti di un automatismo.

Ci domandiamo poi come le istituzioni possano riconquistare fino in fondo il bene più prezioso - il rispetto e l'autorevolezza agli occhi dei cittadini trentini -, senza un costante contenimento dei costi della politica.

A questo proposito, visto che le competenze della regione sono praticamente nulle – tranne quelle riguardanti la previdenza complementare – le indennità degli assessori regionali andrebbero abolite una volta per tutte. Diventa necessario, inoltre, un ragionamento a tutto campo per rivedere e ridimensionare lo stipendio di assessori, consiglieri ma anche manager pubblici. E' poi arrivato il tempo di mettere in discussione il meccanismo dei consiglieri supplenti che, in base all'incompatibilità tra ruolo esecutivo e legislativo, subentrano ai colleghi nominati assessori. Il tutto per contenere ancora di più i costi della politica.

Come organizzazioni sindacali, impegnate in questi mesi in un serrato confronto con la Provincia Autonoma di Trento per il potenziamento degli ammortizzatori sociali, per le politiche di sostegno al lavoro e ai redditi e per il rilancio dell'economica, chiediamo ai consiglieri provinciali di eliminare una volta per tutte l'automatismo nell'adeguamento delle proprie indennità e di rifiutare questi ultimi aumenti dirottando semmai quelle risorse al sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica».


23 gennaio 2009

 

 

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