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Whirlpool. Grasselli (Fiom Cgil): “Trovato l'accordo con l'azienda”

Fissati gli impegni su nido interaziendale, trasporti, estensione del part time e scivoli verso la pensione per i lavoratori. Grasselli: “Abbiamo concordato una verifica trimestrale con l'azienda sull'attuazione dell'accorso”

Whirlpool. Grasselli (Fiom Cgil): “Trovato l'accordo con l'azienda”

 

E' stato sottoscritto stamane l'accordo tra Whirlpool e i sindacati dei metalmeccanici sulla riorganizzazione allo stabilimento di Spini di Gardolo. Di fatto vengono confermati i termini dell'intesa preliminare firmata a dicembre.

 

«Abbiamo messo nero su bianco – spiega il segretario della Fiom Cgil, Roberto Grasselli – l'impegno dell'azienda a realizzare i miglioramenti nelle condizioni di lavoro per i dipendenti che avevamo richiesto. Si parte con un piano di formazione per aumentare le professionalità degli addetti, si conferma l'impegno della proprietà a strutturare un servizio di asilo nido, viene modificato l'orario di lavoro. Come anticipato nelle settimane scorse, nello stabilimento di Spini di Gardolo si passerà dal lavoro su due turni a quello a giornata. Per questo sarà rivisto anche il servizio di trasporto pubblico per i dipendenti. Nello stesso tempo abbiamo chiesto ed ottenuto un utilizzo più semplice del part time per venire incontro alle esigenze dei lavoratori».

Per quanto riguarda gli esuberi, Grasselli conferma che riguarderanno solo i lavoratori vicini all'età pensionabile. «Inoltre abbiamo stabilito – ricorda il sindacalista – che chiunque verrà messo in mobilità godrà dell'integrazione fino al 100 percento della paga attualmente percepita. In questo modo i lavoratori che grazie agli ammortizzatori sociali matureranno il diritto alla pensione, non dovranno subire decurtazioni di stipendio».

L'attuazione del accordo verrà infine monitorata in incontri trimestrali già calendarizzati. «Verificheremo così di volta in volta – precisa Grasselli – se gli esuberi sono tutti davvero necessari, superando anche le diverse interpretazioni sui numeri previsti dal piano. C'è infine la possibilità che il processo di riorganizzazione non si concluda a febbraio 2010 come stabilito in un primo momento. Infatti per rispettare il principio per cui gli esuberi devono riguardare solo i lavoratori vicini alla pensione, ci siamo dati la possibilità di procrastinare i termini dell'accordo di altri sei mesi, fino ad agosto del 2010».

19 gennaio 2009

 

 

 

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