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Dexit, per la Fiom i precari debbono essere stabilizzati

Lo chiede a gran voce il direttivo dei metalmeccanici Cgil che oggi ha approvato un ordine del giorno sulla questione

Dexit, per la Fiom i precari debbono essere stabilizzati

Sono almeno 30 i lavoratori di Dexit, azienda del gruppo pubblico Informatica Trentina, che con la privatizzazione voluta dalla Giunta provinciale, irschiano di perdere definitivamente il posto di lavoro.

Sono infatti lavoratori atipici con contratti di collaborazione, impiegati in Dexit ma contrattualizzati da I&T, un'impresa informatica con sede in Puglia.

Per loro la Fiom chiede la stabilizzazione immediata, prima che la Giunta provveda alla privatizzazione di Dexit che comporterà non solo la cessione del 60% dell'azienda ancora di proprietà pubblica, ma anche l'affidamento del servizio di gestione dei Pc di Provincia e Azienda sanitaria. Si tratta di un appalto per circa 50 milioni di euro spalmati su 10 anni.

Sul tema il comitato direttivo dei metalmeccanici Cgil ha approvato un ordine del giorno che si può leggere qui di seguito.

Dexit è un'azienda informatica controllata dalla Provincia di Trento, attraverso la società pubblica Informatica Trentina, che conta circa settanta lavoratori. Solo quaranta di questi, però, hanno un contratto di lavoro alle dipendenze. Gli altri trenta sono fantasmi. Dal loro primo giorno di lavoro svolgono le stesse mansioni, osservano gli stessi orari, lavorano negli stessi luoghi dei loro altri quaranta colleghi, prendono ordini dagli stessi capi e utilizzano le stesse strumentazioni di lavoro, ma per Dexit, per la Provincia che né è indirettamente la proprietaria, non esistono.

Questi trenta sono collaboratori a progetto della I&T Servizi srl, azienda informatica con sede in Puglia. Rischiano di volta in volta di perdere il lavoro, poiché i loro contratti hanno durata semestrale e sono di volta in volta rinnovati.

Rispetto ai loro altri quaranta colleghi, non hanno diritto né alla malattia, né alle ferie, né alla tredicesima, né al premio di risultato, né al TFR, né a normali contributi pensionistici, né alla libertà sindacale, né in generale a nessuno dei diritti e a nessuna delle tutele di un normalissimo lavoratore dipendente.

Tutto questo accade in provincia di Trento, in una società controllata dalla Provincia autonoma. E tutto questo accade da ben cinque anni, dallo stesso anno in cui è nata la Dexit.

Tutto ciò, oltre che scandaloso, è anche, molto probabilmente, fuori dalla legalità, configurando una possibile fattispecie di intermediazione di manodopera illegittima che sarebbe espressamente vietata dalla legge, più simile a forme di caporalato che a una moderna organizzazione del lavoro.


Per tutti questi motivi il Direttivo provinciale della Fiom-Cgil del Trentino


  • esprime anzitutto la propria solidarietà ai lavoratori precari della Dexit, che figurano come collaboratori a progetto della I&T Servizi;

  • condanna senza appello il comportamento della Dexit, della controllante Informatica Trentina e della Provincia autonoma di Trento;

  • impegna la segreteria provinciale della Fiom a continuare nelle azioni di lotta per ottenere la stabilizzazione dei precari della Dexit, attraverso la loro assunzione presso tale azienda, col riconoscimento di tutte le spettanze pregresse;

  • impegna la segreteria provinciale della Fiom a chiedere, attraverso la Cgil, l'apertura di un tavolo di confronto con la Provincia di Trento, per giungere a siglare un codice di autoregolamentazione contro la precarietà nelle aziende controllate dalla Provincia e nelle aziende che lavorano in appalto per la Provincia stessa.

Approvato all'unanimità.  

 

 

 

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