NEWS

Occupazione Trentino. A settembre, disoccupazione giù al 2,3%

Dato in controtendenza rispetto al resto d'Italia dove le persone in cerca di occupazione sono ben il 6,1% della forza lavoro. Ischia: “Il dato fotografa la situazione prima della frana”

Occupazione Trentino. A settembre, disoccupazione giù al 2,3%

Il Trentino in controtendenza rispetto al resto d'Italia almeno per quel che riguarda l'andamento dell'occupazione. Se infatti nel Belpaese l'Istat nel settembre scorso registra, per il terzo trimestre consecutivo, un aumento dei disoccupati, saliti ora a quota 6,1%, nella nostra provincia le persone in cerca di impiego diminuiscono, passando dal 3% di giugno al 2,3% di tre mesi fa. Un dato che risente certo della stagionalità, ma che è positivo pure rispetto al settembre di un anno fa quando la disoccupazione si aggirava intorno al 2,4%.

«Questi dati – avverte però Franco Ischia, responsabile del dipartimento industria e lavoro della Cgil del Trentino – fotografano la situazione prima dell'avvio della frana prodotta dalla brusca frenata della produzione. Di questo parlano purtroppo tutti gli altri indicatori. L'andamento degli iscritti alle liste di mobilità e il ricorso alla cassa integrazione ordinaria riproducono molto più fedelmente la congiuntura negativa che stiamo vivendo».

""

Ischia segnala il fatto che tre mesi fa l'occupazione complessiva risultava ancora in crescita con un differenziale di più 4mila posti di lavoro rispetto al secondo trimestre e addirittura con un saldo positivo di 6mila posti rispetto al settembre 2007. «Staremo a vedere – aggiunge Ischia - come si chiuderà l'anno. Sarà purtroppo il 2009 il momento più difficile per l'occupazione e per l'economia trentina, visto che da sempre il tessuto produttivo locale risponde alle dinamiche nazionali ed internazionali con maggiore lentezza. Ma è pacifico che per frenare la valanga che ci attendiamo nei prossimi mesi, è necessario attivare da subito quella serie di interventi su ammortizzatori sociali, redditi e politiche di sviluppo che la Provincia ha annunciato nelle settimane scorse».

Per quel che riguarda i singoli settori produttivi, il manifatturiero mantiene sostanzialmente immutati i propri addetti (50mila lavoratori dipendenti circa), mentre riprende a crescere il settore edile che passa da 23 a 25mila occupati, tra lavoratori dipendenti e autonomi. Infine, continua la corsa alla terziarizzazione dell'occupazione in Trentino: i servizi infatti impiegano 160mila addetti di cui 128mila sono lavoratori dipendenti, sulle 233mila persone che complessivamente lavorano in Trentino.

Un'altra nota positiva è l'andamento dell'occupazione femminile: oggi le donne che lavorano in Trentino sono oltre 102mila pari al 59,4% della forza lavoro femminile. «Saremmo ad un passo – ricorda Ischia – dal raggiungere uno degli obiettivi della strategia di Lisbona, ovvero il 60% di donne al lavoro. Sarebbe un successo storico per il mondo del lavoro trentino. Ed in questo caso è davvero un peccato non poter fare altro che usare il condizionale».


""

L'amara chiosa di Ischia nasce infatti dalla considerazione che i potenti venti di recessione che spirano sull'Italia e sul Trentino non lasciano molte speranza alla possibilità di raggiungere, almeno nei prossimi mesi, l'obiettivo del 60% di occupazione femminile.

18 dicembre 2008

 

 

TORNA SU