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In Trentino distribuite soltanto 200 social card

Molta gente affolla i Caf, la tessera per gli acquisti rischia di diventare un miraggio.  I sindacati accusano: «Requisiti troppo restrittivi, sono esclusi anche i più bisognosi»

In Trentino distribuite soltanto 200 social card

TRENTO. Doveva essere l’uovo di Colombo per combattere la crisi. La social card era stata presentata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti come un aiuto concreto per i più poveri. Quaranta euro al mese per fare la spesa in negozi convenzionati. Alla prova dei fatti, però, è una beffa. Le Poste, che hanno il compito di consegnarla, dichiarano di averne date duecento in tutto il Trentino. E, a sentire i Caf, la situazione non migliorerà. Tutta colpa dei requisiti troppo restrittivi. Ne hanno diritto i pensionati o le famiglie con un figlio con meno di 3 anni, purché con un reddito inferiore ai 6 mila euro lordi.
 Altro che regalo di Natale, la social card o carta acquisti, che dir si voglia, rischia di diventare la beffa di Natale.

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti l’aveva presentata come un aiuto concreto per i più poveri, ma i requisiti sono talmente restrittivi che in Trentino ne avranno diritto solo poche centinaia di persone, quando il Ministero prevedeva che i potenziali beneficiari in provincia fossero 27.703. E il risultato lo si vede nei fatti. Le Poste italiane, alle quali va richiesta la tesserina blu, dichiarano di aver consegnato appena 200 social card in queste prime due settimane di distribuzione. E le tessere non possono essere ancora usate, dal momento che il Ministero è indietro con il caricamento dei soldi e visto che ancora mancano le convenzioni con i negozi in cui usarle.

Difficoltà che spingono il segretario della Cgil Ruggero Purin a dire che «la social card è un bluff. Una beffa per a povera gente. Così siamo allo Stato caritatevole». La card funziona come una normale carta di credito prepagata. Il Ministero caricherà 40 euro al mese. Dal momento che è valida dal primo ottobre, il primo caricamento sarà di 120 euro, poi verrà caricata ogni due mesi. Potrà essere usata nei negozi che aderiscono al circuito Mastercard, sempre che abbiano firmato la convenzione. La Federazione della Cooperazione trentina, come spiega il responsabile del settore consumo Mauro Dallapè ha firmato la convenzione venerdì scorso a Milano: «L’accordo prevede anche uno sconto minimo del 5 per cento a chi paga usando la carta. Però, ancora le Famiglie cooperative non lo hanno recepito». Peccato, però, che averla è quasi un miraggio.

Il direttore provinciale dell’Inps Giuseppe Costantini spiega che, alla fine, i potenziali beneficiari saranno pochi: «Noi calcoliamo che, in teoria, non siano più di 3 mila. Cioè i pensionati che hanno un trattamento al minimo con le integrazioni sociali, il che vuol dire che non hanno altre fonti di reddito».
La tessera è destinata a pensionati con più di 65 anni con un reddito non superiore ai 6 mila euro all’anno o 8 mila, se hanno più di 65 anni. La tesserina blu è destinata anche a nuclei familiari con almeno un bambino con meno di 3 anni che abbiano anch’essi un reddito inferiore ai 6 mila euro all’anno. Ci sono una serie di altri requisiti che rendono quasi impossibile ottenere la carta, come spiega Raffaele Merlo del Caf della Uil: «La Social card è una porcheria. Solo fumo in faccia alla gente. Noi abbiamo ricevuto per fare il calcolo dell’Isee tanta gente che sperava di rientrarci, ma alla fine solo una trentina di persone ne avevano diritto. Questa mattina ho ricevuto due pensionati di più di 70 anni, che hanno un reddito di 7.500 euro. Non rientrano nei requisiti perché sono inquilini Itea. Ci sono una serie di cavilli che impediscono di ottenere la card. Innanzitutto è riservata solo ai cittadini italiani, ma poi basta avere un decimo di un box per perderne il diritto». Ferruccio Morandi, responsabile del Caf Cgil, rincara la dose: «Per aver diritto alla Social card bisogna proprio abitare sotto i ponti. Abbiamo inoltrato un centinaio di pratiche, ma in tutto il Trentino, alla fine i beneficiari saranno poco più di 300».

17 dicembre 2008

 

 

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