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Polo bianco. Montani (Flai Cgil): “Mellarini e Schelfi, non rimangiatevi la parola data”

Il sindacato Cgil dell'Agroindustria sul ventilato accorpamento tra Latte Trento e Caseificio Fiavè

Polo bianco. Montani (Flai Cgil): “Mellarini e Schelfi, non rimangiatevi la parola data”

Dichiarazioni di Stefano Montani, segretario della Flai Cgil del Trentino.

«Apprendiamo dai quotidiani locali che sembra essere scoppiata una tregua all'interno di quello che ormai è tristemente famoso come “il polo bianco”. Sempre dai giornali veniamo a conoscenza della probabile unificazione tra Latte Trento e Caseificio di Fiavè, Pinzolo Rovereto con la nomina dell'attuale direttore di Trento Latte a direttore generale della nuova società. Razionalizzare ed ottimizzare, nonché ridurre gli sprechi è sempre buona cosa. Meglio tardi che mai. Non si capisce, però, come.

A meno che ancora una volta a pagare le conseguenze di anni di gestione scriteriate, non siano i lavoratori. Il fatto che inizi a circolare la voce che dice: “ non si escludono tagli al personale” come “scelta dolorosa, ma unica possibile per dare continuità” farebbe sorridere se non si trattasse del destino di lavoratrici e lavoratori in carne ed ossa. Mi permetto di avanzare quindi alcune considerazioni.

La prima riguarda la gloriosa SAV. Da quando si è dato inizio al suo smembramento, è stata una corsa progressiva verso il precipizio. Sav Frutta si è unificata con Cofrut tagliando sul personale (ovvero licenziando). Sav Vini, ora Vivallis, ha tagliato sul personale (sempre licenziando). Petrolmarket è stata ceduta, il mangimificio ha cessato l'attività ed il personale amministrativo è stato smistato nei vari reparti ancora operativi. Ora, par di capire, tocca al caseificio. Per inciso stiamo parlando non di una multinazionale, ma di una, seppur gestita male, società Cooperativa.

Seconda considerazione. Far convivere nello stesso stabilimento formaggi e yogurt come si è sperimentato a Villa Lagarina è, a giudizio unanime di chi è del settore, un equilibrismo difficile da realizzare. Si sa oggi e si sapeva anche ieri, cioè prima di spendere una montagna di soldi (parte dei quali pubblici) per installare una linea yogurt che, pare, non funziona nemmeno se presa a calci.

Se ora razionalizzare significa spostare i formaggi a Fiavè, (ma l'80% del grana è sempre stato a Villa Lagarina, così come la fontina) seguendo la logica di dividere produzione di formaggio da quella dello yogurt, perché solo 2 mesi fa in un incontro sindacale alla presenza del Presidente Schelfi e del riconfermato assessore Mellarini era stato affermato che la produzione del grana a Rovereto veniva potenziata con “latte a maggior resa”?

Terza considerazione. Se si concentra il formaggio a Fiavè quale sarà il futuro dello stabilimento di Villa Lagarina. Produrre solo yogurt con l'attuale linea? Ma soprattutto, si sopravvive di solo yogurt visto che, senza scomodare i marchi nazionali, nella nostra regione abbiamo produttori di tutto rispetto, Trentinalatte e Mila in testa?

Quarta ed ultima, non certo per importanza, considerazione. Gli impegni ufficiali - riportati dalla stampa il 5 settembre 2008 (e non solo) - del presidente Diego Schelfi e dell'assessore Tiziano Mellarini di “dare certezza all'occupazione” e “si farà un piano di salvataggio e non ci saranno licenziamenti” sono ancora validi? Ai protagonisti di questa interminabile vicenda chiediamo solo di non rimangiarsi la parola data».

 

 

11 dicembre 2008

 

 

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