NEWS

Sciopero Dexit. Adesione al 95% contro la privatizzazione

I 43 dipendenti dell'azienda di Informatica Trentina chiedono precise garanzie occupazionali e la stabilizzazione dei 30 co.co.co. Forti perplessità sulle modalità della privatizzazione e sui vantaggi indiretti a Deda Group.

Sciopero Dexit. Adesione al 95% contro la privatizzazione Successo oltre ogni più rosea aspettativa per lo sciopero in Dexit, l'azienda partecipata al 60 percento da Informatica Trentina che gestisce i computer di tutti gli uffici provinciali e dell'Azienda sanitaria e che la giunta provinciale ha deciso di privatizzare. Il 95 percento dei 43 dipendenti si sono astenuti oggi dal lavoro e la stragrande maggioranza di essi ha partecipato in mattinata ad un'assemblea nella quale è stato preparato un documento di proposte indirizzato ad azienda e Provincia.

In sostanza i lavoratori denunciano la mancata discussione con i sindacati delle modalità di privatizzazione. Solo ieri sera infatti la rsu ha potuto incontrare i vertici di Provincia e Informatica Trentina, rappresentanti dal presidente della Giunta Lorenzo Dellai e dal dirigente Ivano Dalmonego, dopo aver richiesto il faccia a faccia chiarificatore fin dall'aprile scorso.

Ma l'incontro di ieri non è servito a rasserenare il clima e lo sciopero ne è stata l'immediata conseguenza. Dellai e Dalmonego infatti hanno comunicato di voler imprimere una decisa accelerazione alla privatizzazione che per la Provincia va effettuata entro il 3 gennaio prossimo, quando dovrà essere emesso un bando di gara per appaltare il servizio ora gestito da Dexit per i prossimi 10 anni e per la contestuale cessione della quota pubblica, ossia il 60 percento di Informatica Trentina, all'azienda aggiudicataria. Il restante 40 percento resterà in mano al Deda Group, ex DeltaDator.

I lavoratori e la rsu contestano le procedure di privatizzazione che garantirebbero a Deda Group, in barba ad ogni norma su trasparenza e concorrenza, di continuare a partecipare agli utili dell'azienda e senza fare alcunché aggiudicarsi di fatto il 40 percento del valore dell'appalto.

Chiedono inoltre maggiori garanzie riguardo ai livelli occupazionali, ai trattamenti economici e al rispetto dei contratti di secondo livello. Ma i lavoratori, supportati in questa vertenza dai sindacati metalmeccanici Fim e Fiom, chiedono anche la stabilizzazione dei 30 collaboratori a progetto che Dexit impiega nelle attività ordinarie dell'azienda attraverso un contratto di appalto vinto da una ditta pugliese, la I&T. Per i rappresentanti sindacali di Dexit questi lavoratori sono in tutto e per tutto dei lavoratori dipendenti mascherati.

11 dicembre 2008

 

 

TORNA SU