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Crisi Merloni, l'azienda apre sulla cassa integrazione

Presidio dei lavoratori all'entrata di Palazzo Stella

Crisi Merloni, l'azienda apre sulla cassa integrazioneSi è svolto stamani, presso la sede trentina di Assindustria, l'incontro tra i sindacati dei metalmeccanici Fiom Cgil e Fim Cisl e la direzione della Merloni di Rovereto, dopo che nei giorni scorsi l'azienda ha annunciato 140 esuberi su 250 dipendenti. Gli operai dello stabilimento hanno presidiato i cancelli di Palazzo Stella per l'intera durata dell'incontro, terminato poco dopo le ore 11. «E' stato compiuto un primo passo in avanti – affermano Milena Demozzi (Fiom Cgil) e Gigi Caliari (Fim Cisl) - perchè abbiamo ottenuto la disponibilità dell'azienda ad attivare le procedure per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Questo permette da un lato di estendere il periodo di copertura salariale e contributiva dei lavoratori in esubero, e dall'altro di discutere di un piano industriale che possa assicurare, con ragionevoli garanzie, la tenuta delle produzioni che restano nello stabilimento di Rovereto». Sempre oggi in mattinata, dalle 11.30 alle 13, si è svolto un incontro con gli assessori provinciali all'Industria e al Lavoro Marco Benedetti e Marta Dalmaso, ai quali – spiegano Demozzi e Caliari - «è stato richiesto un apporto attivo per definire un accordo con la Merloni, ma anche e soprattutto un impegno concreto per il consolidamento ed il rilancio dell'industria in Vallagarina». Un nuovo confronto tra azienda e sindacato è in calendario per lunedì 14 novembre, con inizio alle ore 11 presso la sede Assindustria di via De Gasperi. 10 novembre 2005

 

 

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