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Whirlpool, uscite morbide e part-time

Mercoledì si firma l’accordo. Forse calerà il numero dei licenziati se aumenterà il ricorso al tempo parziale

Whirlpool, uscite morbide e part-time

La «via morbida» alla disoccupazione passa per i cancelli della Whirlpool di Spini di Gardolo. L'hanno spiegato ieri, alle assemblee degli oltre 650 lavoratori, e poi ai giornalisti, i segretari dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. Dal male degli esuberi può nascere il bene di un accordo innovativo su orari e tempi di vita, dicono quasi in coro. Ma prima c'è qualche incognita su produzione e ricerca.

GLI INVESTIMENTI OSCURI. Ma se non hanno firmato già l'altra notte, è perché manca ancora la chiarezza sugli investimenti 2010. «Si sono fermati agli interventi per il 2009, non ci basta», spiega Voltolini.

LA LUCETTA ESOSA. Altre garanzie i sindacati le chiedono - all'azienda ma anche alla Provincia - sull'ormai mitico progetto innovativo, «Innofridge» appunto - che, finanziato con 3,5 milioni di euro della Provincia, avrebbe dovuto essere prototipato e sviluppato a Trento, con positive ricadute. Ma Francesconi sostiene che l'unico risultato tangibile sia un nuovo sistema di illuminazione interna dell'elettrodomestico.

IL MONOBLOCCO BLOCCATO. Grasselli aggiunge che il progetto innovativo del monoblocco modulare è talmente innovativo che è finito in qualche cassetto americano, e lì dorme. Chiede dunque a Dellai, novello superman delle competenze provinciali, di dargli una mossa, magari coinvolgendo anche altre aziende innovative.

IDEALE PER IKEA. Non sbarca l'Ikea, al posto di Whirlpool, almeno finché Dellai garantisce - dopo i 56 milioni di euro spesi per comprare terreno e immobile - che il sito resta industriale, ma nel built-in - per i comuni mortali frigo «a incasso» - di media/alta gamma la fabbrica di Spini resta centro d'eccellenza per le forniture a Ikea di Brescia e Padova.

USCITE RALLENTATE. Per consentire ai licenziandi ultracinquantenni di fuoriuscire morbidamente alla mobilità (max 3 anni) e poi alla pensione, gli esuberi saranno spalmati fino alla fine del 2009 e forse anche all'inizio del 2010. Voltolini aggiunge che hanno proposto a Dellai di sostenere, in generale, il ricorso a contratti di solidarietà che mantengano nelle aziende lo stesso numero di teste per meno ore. Una volta si sarebbe detto «Lavorare meno per lavorare tutti».

«PIENI I C.». Grasselli sostiene che non saranno licenziamenti «spintanei», nel senso di lavoratori spinti fuori controvoglia. Se ne andrà chi è stufo, e Grasselli - con plastica immagine - spiega che «dopo 36-37 anni in catena di montaggio vincolato, 420 mobili a turno, tanti ne hanno «pieni i c.». Nel dubbio che la giornalista di Rttr, non trentina, non capisca, traduce: «Quelli che ne hanno un goso ». Ah beh, allora.

IMPATTO ZERO. È per questo che Grasselli si spinge a parlare di «impatto sociale zero» dei licenziamenti Whirlpool: «Fino alla pensione i lavoratori ultracinquantenni arriveranno con quasi il 100% dello stipendio. Non avranno incubi da esubero. È a Varese e Siena che i tagli Whirlpool incidono nella carne giovane dei "tempi determinati". È della Dana, piuttosto, che sono davvero preoccupato».

VIVA I BAMBINI. È tale l'ottimismo sulla vertenza Whirlpool che i sindacalisti sono convinti che sarà un accordo innovativo sull'orario (entrata scaglionata tra le 7 e le 8.30, con le diverse linee che partono a ore diverse, per consentire ai genitori di portare i bambini all'asilo); ma anche sui servizi correlati: autobus cooordinati con gli orari per risparmiare sulle benzine private; nido interaziendale a Spini di Gardolo per consentire alle coppie di operai di non rinunciare al doppio posto di lavoro.

VIVA DELLAI. Nel presidentissimo riconfermato sperano, pacatamente. Francesconi: «È arrivato con lo stile giusto, con i tecnici, senza delegazioni faraoniche». Certo, tutti sanno bene che la Provincia autonoma non farà frigoriferi, se la Whirlpool un giorno se ne andrà. Ma intanto Dellai non congela le speranze.

 

 

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