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Alla manifestazione di Roma 133 trentini

Alla manifestazione di Roma 133 trentini

Sono partiti da Trento allo scoccare della mezzanotte per unirsi all’Onda che, inesorabile, ha invaso la capitale per dire no ai tagli del governo. “133 trentini contro la Gelmini” recitava uno degli striscioni.
Centotrentatre studenti universitari del Comitato No Gelmini di Trento iscritti alle facoltà di Sociologia, Lettere e di Giurisprudenza che hanno deciso di manifestare a Roma contro la finanziaria e che hanno riempito tre pullman organizzati dalla Cgil sui quali sono saliti anche una decina di studenti delle superiori.


L’Onda è partita dalla Sapienza attorno alle 10 invadendo con un’intensità sempre maggiore le strade della capitale. “Il nostro futuro non si taglia, siamo pronti alla battaglia”, urlano i ragazzi. E ancora. “Pubblica, laica e di massa, dell’università non si fa mambassa”. Un corteo rumoroso e numeroso.

«Eravamo oltre 100.000 - raccontano in coro i ragazzi - ma c’è chi sostiene che fossimo addirittura 300.000. L’importante è che eravamo tanti». Una marea pacifica, placida, colorata che è arrivata in piazza Montecitorio nel primo pomeriggio, tra cori e striscioni. “Non rinchiuderete la cultura perché saremo dappertutto” è lo striscione sostenuto dai trentini che, per la quantità di gente in strada, sono riusciti ad arrivare solo fino al Pantheon. «Quando la testa del corteo era sotto il Parlamento - racconta una ragazza - la coda era appena entrata in via Cavour. Eravamo tantissimi».


In serata due pullman sono tornati a Trento, mentre una quarantina di ragazzi si sono fermati a Roma per partecipare alle assemblee che oggi e domani si terranno alla Sapienza per realizzare un documento di proposte che prossimamente sarà presentato al ministro Mariastella Gelmini con la speranza che la riforma dell’università venga stoppata.

 

 

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