NEWS

Sciopero scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “Straordinaria adesione in Trentino”

Nonostante la riforma Gelmini non si applichi in provincia, ben oltre il 70 percento degli insegnanti di elementari e materne hanno scioperato. Bertoldi: “Cercare unità di insegnanti e genitori sull'ipotesi referendum”

Sciopero scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “Straordinaria adesione in Trentino”

«I primi dati sulla partecipazione allo sciopero in Trentino sono straordinari. Il 72 percento di adesioni tra gli insegnanti della scuola primaria e quasi il 70 percento tra quelli delle scuole dell'infanzia sono risultati strepitosi, soprattutto se si pensa che in Trentino il contratto provinciale di lavoro è stato prontamente rinnovato e che il governo provinciale ha già dichiarato di non voler applicare il maestro unico riesumato dal decreto Gelmini. La partecipazione degli insegnanti ha quindi davvero dell'eccezionale».

Gloria Bertoldi, segretaria della Flc Cgil del Trentino, commenta così i dati ancora provvisori e parziali sull'adesione allo sciopero del comparto scuola, proclamato a livello nazionale da Cgil Cisl, Uil, Snals e Gilda contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro, il ritorno al maestro unico e contro i tagli indiscriminati che colpiscono il sistema di istruzione pubblico italiano. In base ad una verifica su due terzi degli istituiti interessati all'agitazione, avrebbe inoltre scioperato oltre la metà degli insegnanti delle scuole medie inferiori e il 55 percento dei docenti delle scuole superiori.


""
Manifestazione della scuola

«E' la prova che gli insegnanti hanno capito le ragioni profonde di questo sciopero» prosegue Bertoldi. «Hanno compreso che non si tratta di una battaglia corporativa. Ridurre gli sprechi è doveroso, soprattutto in un periodo di difficoltà economica come questo. Ma altra cosa è tagliare indiscriminatamente le risorse dell'istruzione pubblica, come intende fare il governo, a partire dalle scuole elementari. Così si mina alle fondamenta la scuola italiana e si riduce drasticamente l'investimento sulle nuove generazioni e quindi sul futuro dell'Italia».

Sulla buona riuscita dell'agitazione, alla vigilia la sindacalista non nutriva molti dubbi. «Lo dimostrava – aggiunge – il successo della raccolta di firme contro il maestro unico. In poche settimane abbiamo contato più di 2.000 firme in Trentino. Il successo di oggi poi ci sprona a continuare su questa strada, ossia quella del coinvolgimento dal basso di insegnanti, personale amministrativo e famiglie. Dobbiamo trovare l'unità anche nell'ipotesi di un referendum sul decreto Gelmini. Per questo nei prossimi giorni discuteremo dentro il nostro direttivo e con Cisl, Uil e le altre sigle sindacali sull'opportunità di promuovere una consultazione popolare».

30 ottobre 2008

 

 

TORNA SU