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Industria. "Il 2009 sarà difficile. Estendere gli ammortizzatori sociali"

Lo chiede la segreteria Cgil che ha presentato l'analisi dei bilanci delle aziende industriali in Trentino nel 2007. Allora fu un anno buono. Ora si attende la crisi. "A rischio quasi 1.500 posti di lavoro"

Industria.

Il 2009, anche per l'economia trentina, si annuncia come un anno difficilissimo. Il manifatturiero presenta già ad oggi segnali inequivocabili. Secondo le stime della Cgil, i posti di lavoro a tempo indeterminato che rischiano di sparire sono più di 700/800, altri 600/700 sono i temporanei che ad oggi non hanno prospettive di conferma, mentre sta crescendo in maniera imponente il ricorso alla cassa integrazione.

Si tratta di mettere in campo, nel più breve tempo possibile, tutte le iniziative utili a difendere le lavoratrici, i lavoratori, il tessuto delle imprese. Assieme a Cisl e Uil chiediamo un intervento sugli ammortizzatori sociali. Questa volta la crisi, a seguito dei cambiamenti avvenuti nei rapporti di lavoro, si scaricherà innanzitutto sui lavoratori a termine, con la loro mancata conferma, che tra l'altro in Italia sono privi di ammortizzatori sociali adeguati.

Il progetto, condiviso anche dal centrosinistra autonomista, di estendere durata e importo dell'indennità di disoccupazione va attuato in tempi rapidi. Va poi attuata la l.p. 13/07, introducendo un reddito di cittadinanza a favore dei nuclei familiari a rischio di esclusione, collegato a percorsi obbligatori di reinserimento lavorativo.



La Cgil chiede poi la convocazione, subito dopo le elezioni di novembre, del “tavolo sull'industria” con Provincia e imprenditori, tavolo che dal 2004 ad oggi ha prodotto risultati significativi. Al centro delle riflessione ci sarà sicuramente il ruolo di Trentino Sviluppo: vanno individuati criteri condivisi con cui affrontare le situazioni di crisi.

Per la Cgil resta per noi un punto fermo: anche in tempi difficili il Trentino non deve abbandonare, non deve dimenticare i progetti di medio periodo già attivati (il distretto energia-ambiente su tutti). Siamo convinti che dalla crisi non si esce con logiche emergenziali, ma progettando assieme la rigenerazione dell'industria trentina. Ribadiamo la richiesta, avanzata assieme a Cisl e Uil, di un vero e proprio “patto sociale” che definisca le linee guida per favorire il cambiamento organizzativo delle imprese, promuovendo l'innovazione e la crescita di produttività, difendendo i posti di lavoro esistenti e creandone nuovi e di qualità”.

 

NOTE AGGIUNTIVE

La situazione al dicembre 2007 era ancora positiva ed era caratterizzata da:

  • crescita ancora significativa

  • indici di redditività positivi

  • anni di buon recupero di produttività (maggiore la crescita del fatturato rispetto al lavoro),

  • buon livello di capitalizzazione (mezzi propri ad un quarto del fatturato annuo) e quindi contenuti oneri finanziari.

Nel corso dei primi due quadrimestri del 2008 la sofferenza ha riguardato più le piccole aziende che quelle maggiori:

  • il ricorso alla Cassa integrazione guadagni ordinaria fino ad agosto è stato molto contenuto, dopo si è incrementato;

  • le situazioni di crisi (Marsilli, Ati, Nicolini ecc.) erano in “ gestazione” già in precedenza;

  • i licenziati (per riduzione o cessazione attività) delle piccole imprese sono stati (fino a settembre) 1.050, contro 716 del 2007, mentre quelli dell’industria con più di 15 sono stati 387 contro 336 del 2007.

Il rallentamento mondiale dell’economia produrrà effetti anche in Trentino. Per affrontare questa crisi è necessario quindi:

  • Tenere alto il livello delle misure a sostegno dello sviluppo e della economia, come investimenti pubblici, sostegno alla ricerca, promozione nuove attività ecc., il tutto in funzione anticiclica.

  • Sostenere le imprese in caso di crisi di liquidità attraverso gli strumenti di garanzia fidi, come ha già deciso la Giunta provinciale, anticipando quanto stanno chiedendo sindacati e Confindustria a livello nazionale.

  • Potenziare ed ampliare gli ammortizzatori sociali, guardando con più attenzione ai lavoratori a termine e in generale ai più deboli perché coperti solo parzialmente dagli strumenti di integrazione al reddito.

  • Sostenere il reddito dei lavoratori in caso di ritardi nei pagamenti dei salari.

28 ottobre 2008

 

 

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