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Un 2007 con il segno positivo per l'industria trentina

I bilanci di 113 società e gruppi presenti in provincia di Trento

Un 2007 con il segno positivo per l'industria trentina

Come ogni anno la Cgil del Trentino pubblica i dati di bilancio di aziende e gruppi industriali tra i più significativi presenti in provincia.

I dati dei bilanci 2007 relativi a 60 aziende metalmeccaniche, 18 chimiche, 9 tessili-abbigliamento-calzature, 8 del settore alimentare, 6 del settore cartario, 12 gruppi o aziende di settori diversi, sono riportati ed elaborati in modo da ricavarne alcuni indici molto importanti per capire l'andamento delle aziende. Rispetto ad alcuni indicatori è riportato anche il valore del 2006 per cui è possibile il confronto tra i due anni.

I bilanci forniscono moltissime informazioni, quindi la loro consultazione è sempre utile per chi segue le vicende delle aziende. In un bilancio però si possono far apparire o nascondere cose a seconda dell'interesse contingente dell'azienda. Quindi per un’ analisi approfondita è opportuno prendere in considerazione più annate.

Il campione di aziende preso in esame comprende 113 società e gruppi vari; i gruppi industriali del settore metalmeccanico e le varie non sono considerati nella elaborazione dei dati complessivi in quanto hanno rilevanti presenze fuori dal nostro territorio. Va tenuto conto anche che tra le società nei diversi settori ci sono gruppi industriali con stabilimenti in altre regioni.

Come è andato il 2007

Il fatturato 2007 delle aziende del campione è stato di 4,02 miliardi di euro, con una crescita del 8,3% rispetto all’anno precedente. Il meccanico è cresciuto del 13%, il chimico del 4,6 %, l'alimentare del 8,3%, il tessile è cresciuto del 8%, il cartario del 2,8%. Quindi la crescita rimane sostenuta anche se inferiore a quella del 2006.

Confermano il livello di crescita il settore meccanico e l’alimentare, rallentano la crescita chimico e tessile, si conferma la tendenza ad una crescita contenuta del settore cartario.

Quindi guardando i diversi campioni, in un quadriennio abbiamo un 2004 con una crescita discreta in tutti i settori industriali (+8,2%), nel 2005 abbiamo un consolidamento/contenimento della crescita con un +4,1%, nel 2006 abbiamo una crescita significativa in tutti i settori (+14,3%, in particolare chimico, meccanico, tessile), nel 2007 ancora una crescita significativa (+8,3%) seppur inferiore al 2006.

Andando ancora più indietro, il 2003 aveva segnato un –0,24% rispetto al 2002, mentre negli anni precedenti la crescita era stata, del 4,1 nel 2002 rispetto al 2001, 6,1% nel 2001 rispetto al 2000, 11,2% nel 2000 rispetto al '99, del 6,5% nell’anno '99 rispetto al '98, del 10% la crescita del '98 sul '97.

Il bilancio complessivo presenta un utile di 78,1 milioni di euro pari al 1,9% del fatturato. Sono in attivo tutti i settori tranne il cartario. Nel settore meccanico l'utile netto è del 2,8% del fatturato, nel chimico del 1,7%, nell’alimentare del 3,3%, nel tessile del 2,9% e nel cartario del –2,1 %. C’è una sostanziale parità rispetto ai campioni degli anni precedenti con risultati attorno al 2%.

Il margine operativo, differenza tra il valore della produzione e i costi (prima della gestione finanziaria), è stato di 211,5 milioni di euro corrispondenti al 5,3% del fatturato (era il 4,8% nel 2006). Rispetto ai campioni degli anni precedenti, era il 5% nel 2005, il 5,3 % nel 2004, il 4,5% nel 2003, il 5,4 % nel 2002, il 5,5 % nel 2001, il 4,7% nel 2000, il 6,9% nel 99 e il 7,8% nel 1998. E' in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente (+ 0,4 %) . E’ migliorato nel meccanico (+0,7%), nel tessile, nel cartario e nell’alimentare, mentre è peggiorato nel chimico.

Oscilla tra il 2,7 % del cartario e il 6,2% del tessile. In nessun settore è negativo. La graduatoria vede “in testa” il settore tessile, poi il settore chimico, l’ alimentare, il meccanico. In coda il cartario.

Gli oneri finanziari, complessivamente contenuti, sono cresciuti al 1,3% del fatturato contro lo 0,9% del campione dell’anno precedente e lo 0,7% del 2005. I dati oscillano dallo 0,3% del meccanico al 3,5% del cartario. La crescita del costo del denaro attuata dalla BCE si è quindi fatta sentire. Un punto in più di oneri finanziari si traduce in 40 milioni di euro che dalle aziende finiscono nelle casse delle banche.

Il costo del lavoro (retribuzioni, oneri sociali ,TFR ecc.) è stato di 515,3 milioni di euro, il 12,8% del fatturato, in calo rispetto al 13,2% dell’anno precedente. Era al 14,6% nel campione 2005, contro il 14% del campione nel 2004 e contro il 14,5% del 2003 e il 15% del 2002.

Nei diversi settori oscilla tra l’6,9% del settore alimentare e il 15,9 % del meccanico; l’incidenza è del 13,4% nel tessile, del 11,2% nel chimico, del 12,4% del cartario. Il costo del lavoro continua a scendere, quindi si consolidano miglioramenti di produttività, considerato che il fatturato cresce e il margine operativo migliora.

Il tasso di profitto (ROE), rapporto tra utile netto e capitale investito dall’imprenditore, è stato del 7% contro il 6,7% del campione 2006 e 2005, il 7,5% del 2004 e il 5,4% del 2003. Era del 8.2 % nel 2002 e 8,9 % del 2001. Si mantiene quindi su livelli di tutto rispetto.

Oscilla tra il 12,1% del meccanico e il – 5,8 % del cartario; è il 9,1% nel tessile, del 8,3% nel chimico il 7,6 % nell’alimentare. E’ migliorato nel meccanico e nel tessile, stabile nel chimico e nell’alimentare, negativo nel cartario.

Il dato complessivo per le aziende vede una crescita del fatturato ancora significativa dopo quella molto consistente del 2006. Gli indici di produttività e redditività migliorano leggermente. Il tasso di profitto (ROE) rimane stabile sui dati degli anni scorsi e ad un buon livello.

Va anche detto che sui dati incidono situazioni particolari di alcune aziende particolarmente brillanti e altre particolarmente negative. Alcune delle aziende che dai bilanci sono in forte difficoltà hanno già avviato processi di ristrutturazione o di ridimensionamento. Il dato medio non rende fedelmente un quadro dove convivono situazioni con forti problemi con realtà di eccellenza. Vediamo quindi di articolare l'analisi.

Delle 113 società esaminate 86 hanno fatto utili e 27 hanno chiuso il bilancio in perdita: le aziende in perdita sono 15 nel settore meccanico, 3 nel tessile, 2 nel chimico, 2 nell’alimentare, 3 nel cartario, 2 nei gruppi. 81 aziende hanno aumentato il fatturato, mentre per 32 c’è stata una diminuzione. 96 aziende hanno un margine operativo positivo e 17 aziende hanno un margine operativo negativo, quindi sono in perdita ancora prima degli oneri finanziari e delle tasse (9 meccaniche, 2 tessili, 1 alimentare, 2 del settore cartario, 3 tra i gruppi). 102 aziende pagano oneri finanziari in misura inferiore al 4% del fatturato, mentre 11 aziende pagano oneri finanziari superiori al 4%. Le aziende con margine operativo negativo sono quelle che presentano le maggiori difficoltà.

(a cura di Franco Ischia, responsabile dipartimento industria e lavoro Cgil del Trentino)

28 ottobre 2008

 

 

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