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Agenzia delle entrate. Fp Cgil vince la causa per comportamento antisindacale

Il giudice Flaim impone la disdetta dell'accordo per il premio della produttività presso l'ufficio di Trento, premiato dal ministro Brunetta. Della serie, non è tutto oro quello che luccica

Agenzia delle entrate. Fp Cgil vince la causa per comportamento antisindacale

Nel luglio 2007, tutte le OO.SS. sottoscrissero presso la sede provinciale dell'Agenzia delle Entrate, un accordo denominato Linee Guida per la distribuzione del fondo, che per comodità chiamiamo di produttività, relativo all’anno 2005. Quelle linee guida intervenivano rispetto all’integrativo nazionale, consentendo, a seguito di contrattazione da attuarsi presso i singoli uffici dell'Agenzia aperti in provincia di Trento, una diversa distribuzione del fondo in questione.

Lo scopo era quello di individuare un sistema che premiasse l’impegno individuale delle persone, oltre che la produttività collettiva. In primo luogo si decideva di attribuire ai lavoratori, a prescindere dalla qualifica rivestita, una indennità in base all’attività svolta. In pratica due lavoratori, pur con livelli di inquadramento diversi, avrebbero percepito la medesima somma nel caso avessero svolto la medesima attività.

Si concordava anche di stabilire un metodo per remunerare i lavoratori, per una parte del premio, in base all’effettivo apporto individuale, limitatamente al personale dell’area controllo e contenzioso. In pratica si sarebbe valutata la quantità del lavoro svolto, ma per le OO.SS. ciò poteva avvenire solo a parità di condizioni di partenza e con la clausola, pretesa dalla Fp Cgil, di garantire l’oggettività dei dati e la condivisione degli stessi da parte dei soggetti sindacali interessati. Allora si era al 2007 e le risorse si rivolgevano ad attività svolte nel 2005 e 2006.

Alla prova pratica, però abbiamo dovuto prendere atto che alla bontà delle intenzioni non avrebbe mai corrisposto una equa ripartizione, al singolo lavoratore, delle risorse riservate alla produttività individuale. La Fp Cgil ha appurato e dimostrato che il sistema premiante considerava esclusivamente le pratiche assegnate ai singoli, senza tener conto della diversa difficoltà, quindi del tempo necessario a svolgere la singola pratica. Il metro era sbagliato! Il maggior apporto individuale in termini di professionalità veniva, in alcuni casi, pesantemente mortificato.

Da qui la contrarietà della Fp Cgil, Rdb e della rsu ad applicare pedissequamente un accordo che pure aveva sottoscritto negli indirizzi, e che ancora sosterrebbero poiché si trattava paritariamente personale di livello inferiore per lo svolgimento di funzioni superiori.

Mentre la Direzione provinciale cercava di imporre l'accordo in tutte le sedi, presso l’ufficio di Trento il personale ne rifiutò l'applicazione fino a dare mandato alle OO.SS. di non sottoscrivere accordi con l’amministrazione.

Dall'ufficio di Trento, la contrattazione venne spostata a livello provinciale. In quella sede la Fp Cgil sostenne la necessaria presenza della rsu dell’ufficio interessato, in quanto i contratti prevedono la titolarità alla contrattazione del singolo ufficio e comunque la volontà espressa da più del 90% dell’ufficio era per la non adozione dell’accordo voluto dall’Amministrazione.

Visto il diniego a far presenziare la rsu, sostenuta anche da tutte le altre OO.SS., la Fp Cgil decise di presentarsi alla contrattazione con una delegazione ampia che vedeva la presenza di tutti i componenti Fp Cgil della rsu dell’ufficio di Trento.

In quell’incontro, dopo aver subito offese personali da parte dell’amministrazione e da parte di altre OO.SS., la delegazione Cgil decise di chiedere la sospensione dei lavori per mancanza della necessaria serenità e lasciò il tavolo chiedendone un aggiornamento. La contrattazione però prosegui senza la Fp Cgil fino al raggiungimento dell’accordo che è stato ora pesantemente censurato dal giudice: in ben due gradi di giudizio è stata sancita l'antisindacalità del comportamento del direttore provinciale dell'Agenzia delle Entrate, Antonino Gentile, e l'applicazione invece degli accordi secondo le modalità recate dalle linee guida provinciali e dall'accordo nazionale.

Come detto, la causa ex art. 28 ha stabilito un comportamento antisindacale. Dopo varie udienze il primo giudizio emesso dal giudice Benini ha dato ragione alla Fp Cgil per quanto riguarda il comportamento antisindacale dell’amministrazione, senza però fissare come pena l’annullamento dell’accordo, prevedendo la pubblicazione della sentenza agli albi del personale e la condanna dell'amministrazione al pagamento di 2/3 delle spese.

L’amministrazione impugnò il provvedimento. Il processo proseguì quindi fino alla sentenza del Tribunale del lavoro del 16 settembre scorso - di cui ora siamo in possesso delle motivazioni - quando il Giudice Flaim non solo rigettò le motivazioni dell’opposizione dell'Agenzia, ma stabilì la decadenza dell’accordo e l'applicazione delle linee guida provinciali e nazionali. Inoltre condannò l’amministrazione anche al pagamento delle spese legali sostenute dalla Fp Cgil.

L’aspetto più curioso della vicenda è che il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Gentile, proprio in seguito alla pubblicità data a quell’accordo, è stato premiato dal Forum PA quale innovatore e poi è stato inserito tra le 100 best practice della Pubblica amministrazione dal ministro Brunetta. Per leggere le motivazioni di questa segnalazione basta cliccare qui.

Inutile dire che il comportamento del dirigente è stato improntato più alla prepotenza che non al dialogo, in un ufficio – quello dell'Agenzia delle entrate di Trento – dove l'assenteismo è al 7% e la produttività ha superato tutti gli anni il 100% dei budget assegnati. A partire da queste condizioni il confronto pacato avrebbe potuto produrre ben altri accordi. Di fronte a questa sentenza, coerenza vorrebbe che il direttore Gentile restituisse i premi e le menzioni ricevute per questo accordo.

13 ottobre 2008

 

 

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