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La Lidl denuncia il sindacalista

Dura reazione della Cgil: atto gravissimo.     Dopo lo sciopero, chiesto un risarcimento di 74 mila euro

La Lidl denuncia il sindacalista

TRENTO. Lo sciopero del personale a nel supermercato della Lidl di via Maccani ha scatenato le reazioni dei vertici della catena di alimentari low cost che ha denunciato il sindacalista della Filcams Cgil del Trentino, Roland Caramelle, organizzatore del presidio, e altre due rappresentanti sindacali che lavorano nel negozio di Treno nord.

Nelle scorse settimane la Cgil ha avuto la notizia direttamente da un dirigente della Lidl che ha fatto sapere, che a seguito della protesta dei lavoratori nella filiale di Trento, sarebbe scattata la denuncia. In quell’occasione il negozio restò chiuso tutto il giorno a causa della mancanza di personale con chiare ripercussioni economiche sul fatturato aziendale. Lo sciopero fu indetto per «le continue vessazioni e pressioni psicologiche da parte della Lidl sui lavoratori, umiliazioni davanti ai clienti e cambiamenti improvvisi degli orari di lavoro». Ma l’azienda ribatte: «Confermiamo che il giorno 20 settembre si è tenuto nel nostro punto vendita a Trento uno sciopero», si legge in una nota. «A nostro avviso - continua - la manifestazione non si è svolta seguendo le modalità definite dalla legge e per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno sottoporre la questione ai competenti organi giudicanti, affinché possano esprimere un loro parere. Precisiamo altresì che la nostra decisione non è volta a limitare il diritto di sciopero, giustamente tutelato dalla legge, ma verificare la correttezza delle modalità con cui si è tenuto nel caso in questione». Oltre alla denuncia si parla di risarcimento danni attorno ai 74 mila euro. «Ritengo che questo sia un grave atto aziendale finalizzato al tentativo di sopprimere dei diritti fondamentali dei lavoratori, quali il diritto di sciopero, il diritto a protestare contro i continui atti di arroganza di questa multinazionale ed evitare che la protesta si propaghi in altri punti vendita» commenta Roland Caramelle. La Filcams Cgil chiede quindi l’immediato ritiro delle denunce come condizione per ristabilire le normali relazioni sindacali e di questa richiesta chiede che se ne faccia carico anche il sindacato a livello nazionale. «Il fatto che l’azienda abbia voluto denunciare due rappresentanti sindacali su tre - continua Caramelle - è sintomo che la Lidl, famosa per la sua poca attenzione verso il personale, voglia creare una spaccatura anche tra i lavoratori». Proprio pochi giorni fa, a meno di un mese dalla mobilitazione del 20 settembre, la Filcams ha organizzato un altro sciopero. I lavoratori hanno denunciato «l’ennesimo episodio di denigrazione da parte dell’azienda nei confronti di una lavoratrice, la quale ha subito prepotenze verbali dal proprio superiore mentre svolgeva il suo lavoro». L’episodio ha fatto scattare immediatamente la protesta che si è tradotta in un’ora di presidio dei dipendenti, «esausti di un ambiente lavorativo che attacca continuamente la loro dignità», conclude Caramelle.

 

 

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