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Marsilli. La prima cordata si ritira, futuro incerto

Stamane l'annuncio: gli imprenditori disponibili a subentrare ad Arena si ritirano. Ma sul tappeto c'è una nuova proposta imprenditoriale. Montani (Flai Cgil): “Non c'è un minuto da perdere. Serve una soluzione immediata&rd

Marsilli. La prima cordata si ritira, futuro incertoTornano ad addensarsi nubi fosche sul futuro dello salumificio Marsilli di Trambileno che occupa 84 lavoratori. La cordata di imprenditori che, come annunciato ai sindacati solo due giorni fa, avrebbe dovuto subentrare all'attuale proprietà – la Arena holding di Dante Di Dario – ha ritirato la propria offerta.

La novità è emersa stamane in occasione dell'incontro tra il manager di Marsilli, Gian Mario Zana e i sindacati. Lo stesso Zana ha annunciato che esiste una proposta alternativa di un imprenditore veneto del settore e che Trentino Sviluppo avrebbe chiesto del tempo per valutare le due opzioni ora sul tappeto.

Peccato che di fronte a questa notizia, la cordata originaria, come detto, ha ritirato la propria offerta. Martedì scorso la cordata aveva ipoteticamente fissato nel 2 novembre prossimo la ripresa della produzione a pieno regime con almeno 53 dipendenti assunti tra quelli della “vecchia” Marsilli. Per rendere possibile il rilancio in tempi rapidissimi aveva chiesto a Trentino Sviluppo di farsi garante nei confronti delle banche. Ma, di fronte al temporeggiare di Trentino Sviluppo, è arrivata la decisione di tirarsi indietro.

Ora si attende che la nuova ipotesi imprenditoriale venga corredata da un piano industriale che permetta di valutarne l'impatto sulla produzione e i livelli occupazionali. Anche per questo motivo, l'assemblea dei soci, che deve decidere se e come vendere la società, slitta di una settimana. Prevista in un primo momento il prossimo 15 ottobre, è stata convocata invece per il 22 ottobre.

Di fronte a questa situazione, Stefano Montani, segretario della Flai Cgil del Trentino, lancia l'allarme. «Non stiamo parlando – spiega il sindacalista – di una fabbrica di componenti meccanici, ma di un'industria alimentare. In questo caso il tempo è un fattore importantissimo: per garantire la produzione futura, bisogna rispondere velocemente alle commesse già esistenti. Un prolungato blocco della produzione rischia di spingere i clienti a rifornirsi altrove».

Per la Cgil non c'è quindi tempo da perdere. «Il nuovo possibile acquirente – continua Montani – non ha ancora presentato un piano industriale. L'offerta della prima cordata invece la conoscevamo e ci assicurava la ripresa della produzione fin dall'inizio di novembre con circa 53 dei vecchi dipendenti alle stesse condizioni economiche e contrattuali e un piano industriale che indicava nel 2010 l'anno del ritorno all'utile».

Per gli 84 dipendenti di Marsilli la situazione quindi si fa anche più complicata e l'accordo sull'avvio delle procedure di mobilità non è facile. «La proprietà di Marsilli – avverte Montani – ci ha già comunicato di non avere in cassa neppure un euro».

Anche per questi motivi, domani i lavoratori Marsilli si mobiliteranno raggiungendo in mattinata, intorno alle 10.30, l'assessorato provinciale all'industria a Trento Nord. All'assessore Marco Benedetti chiederanno chiarezza e una decisione rapida che sappia tutelare i lavoratori e le loro famiglie.

9 ottobre 2008

 

 

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