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Marsilli, tutti a casa in attesa di acquirenti

Ieri incontro tra azienda e sindacati con le parti lontane sulle condizioni che una nuova proprietà potrebbe offrire agli ottantadue lavoratori. Domani nuovo confronto tra Cgil e proprietà, il 15 assemblea dei soci. Intanto c’è

Marsilli, tutti a casa in attesa di acquirenti

Tutti a casa. La parola fine sulla storia del salumificio Marsilli, o quantomeno sulla poco fortunata (per usare un gentile eufemismo) gestione targata Gruppo Arena potrebbe arrivare dopodomani. Vedere, dal 10 ottobre, lo stabilimento vuoto in quel di Porte di Trambileno, non è più soltanto un brutto incubo, ma una più concreta possibilità. Il condizionale è d'obbligo, perché tutto dipenderà dall'incontro che proprietà e sindacati avranno domattina.

Un incontro che seguirà quello di ieri, nel quale l'amministratore delegato Gian Mario Zana ha illustrato nel dettaglio ai sindacati - dopo la laconica comunicazione ufficiale, datata 2 ottobre - l'apertura della procedura di mobilità. «Procedura che riguarderà tutti gli 82 lavoratori - ha spiegato Stefano Montani della Flai Cgil - con l'azienda disposta a ripartire subito con l'attività una volta tenutasi l'assemblea dei soci di mercoledì 15. Ripartire per puntare poi al concordato preventivo e trovare chi rilevi Marsilli».

Queste le intenzioni dell'azienda, che sono state illustrate ai lavoratori nel corso di un'incontro ieri pomeriggio, presso la sede cittadina della Cgil. Azienda che ha però posto delle condizioni: «Ci è stato prospettato uno scenario non certo roseo - spiega sempre Montani - con chi subentra disposto ad assumere solo 58 unità, 49 entro il 1° novembre e altre 9 al primo gennaio 2009. E dei 24 che rimarrebbero a piedi, solo la metà avrebbe l'età per poter rientrare nel Progettone. Non solo: ma per i riassunti, si prospetterebbe un taglio del 10% del salario attuale. Condizioni che non ci piacciono: noi chiediamo che i 58 vengano assunti assieme dal 1° novembre, al salario attuale, e che per gli altri siano quantomeno previsti incentivi. Giovedì vedremo, ma se l'azienda riproporrà le condizioni illustrate oggi (ieri, ndr), la Cgil l'accordo non lo firma».

Una possibilità, quella del mancato accordo, che significherebbe chiusura con contestuale «crollo» dell'appetibilità industriale di Marsilli. Con i lavoratori che ieri non hanno mancato di manifestare il loro pessimismo, fino a sfiorare toni davvero drammatici: «Vorrà dire che per vivere ci toccherà andare a rubare», si sfoga amaro qualcuno.

Occhi puntati dunque sull'incontro di domani (comunque vada, nel pomeriggio alle 14 i lavoratori si riuniranno ulteriormente in assemblea), e su un'altra assemblea, quella dei soci di mercoledì prossimo. Perché in linea teorica ancora non è da escludere la possibilità della ricapitalizzazione da parte della proprietà. Ma dati i chiari di luna, sembra difficile che Di Dario abbia voglia e modo di aprire i cordoni della borsa per quella che era una delle maggiori realtà imprenditoriali trentine. Era.

8 ottobre 2008

 

 

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