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Marsilli. Lo storico salumificio verso la chiusura

Nato nel 1914 come bottega artigiana a Trambileno, ora è proprietà del Gruppo Arena. 84 lavoratori in mobilità. Montani (Flai Cgil): “Si trovi subito un nuovo acquirente per scongiurare la morte definitiva dello stabilimento

Marsilli. Lo storico salumificio verso la chiusura

 

Lo storico salumificio Marsilli di Rovereto va verso la chiusura. Per gli 84 dipendenti dello stabilimento il futuro occupazionale è a rischio. Lo ha comunicato stamane alle organizzazioni sindacali il consigliere delegato della società lagarina, Gianmario Zana.

Il salumificio Marsilli, nato nel 1914 come bottega artigiana a Trambileno, oggi è proprietà del gruppo Arena Agroindustrie Alimentare, società quotata in borsa. Nell'assetto societario è presente con una quota simbolica anche Agenzia per lo sviluppo, il braccio finanziario della Provincia Autonoma di Trento. Attualmente i dipendenti di Marsilli sono in cassa integrazione a rotazione. La produzione effettiva dello stabilimento è infatti oggi molto ridotta ed occupa solo 25 operai alla volta.

Il consigliere delegato Zana ha incontrato oggi in Confindustria i rappresentanti sindacali – per la Cgil c'erano il segretario della Flai Stefano Montani e i delegati rsu Dario Da Croce e Maurizio Decarli – per comunicare loro che entro la metà di ottobre gli 84 dipendenti verranno messi in mobilità e la produzione sarà fermata, a meno che l'attuale proprietario, il patron di Arena, Dante Di Dario, non decida nell'imminente assemblea dei soci, anticipata alla settimana prossima, di ricapitalizzare la società.

«Ma questa eventualità – spiega Stefano Montani della Flai Cgil –, dai segnali che ci sono giunti dall'azienda, è oggi solo pura teoria. In realtà, la chiusura è purtroppo inevitabile. Stamane il manager Zana ci ha comunicato infatti l'intenzione di procedere, dopo l'assemblea dei soci, alla formalizzazione della messa in mobilità di tutto il personale di Rovereto entro un paio di settimane. L'unica vera alternativa alla scomparsa di Marsilli è la cessione dello stabilimento ad una cordata di imprenditori».

In effetti, nelle scorse settimane era stato presentato ai sindacati un piano di rilancio che, una volta messi in ordine i conti dell'azienda oggi fortemente esposta dal punto di vista finanziario, indicava nel 2010 l'anno del possibile ritorno all'utile. Il piano industriale prevedeva lo snellimento delle attività amministrative, l'innovazione dell'organizzazione degli impianti dello stabilimento e una revisione del sistema commerciale per rilanciare i prodotti Marsilli sul mercato.

«Da quel che sappiamo – continua Montani – Zana ha già il mandato a cercare un acquirente, anche se ancora non si sa nulla su reali ipotesi di acquisto. Ma il tempo stringe: bisogna trovare qualcuno che subentri entro la fine del mese in modo che la produzione resti bloccata solo per pochi giorni. Altrimenti il rischio è quello di perdere clienti e quindi di mandare in crisi il già fragile equilibrio finanziario dell'azienda. Soprattutto così si metterebbe lo stabilimento definitivamente fuori mercato».

Insomma, la Marsilli potrebbe davvero risorgere solo se in pochi giorni si trovasse una cordata intenzionata a rilevare e rilanciare le attività del salumificio. «Come sindacati – conclude Montani – siamo molto preoccupati per la tenuta occupazionale e faremo di tutto per consentire ai dipendenti di Marsilli di poter riavere al più presto il proprio posto di lavoro. Per questo è urgente che tutti facciano la loro parte, Provincia compresa, affinché venga individuato al più presto un soggetto imprenditoriale che subentri al gruppo Arena. Se ciò accadrà entro pochi giorni, siamo disposti ad aprire una trattativa per il rilancio delle attività allo stabilimento Marsilli. La Flai Cgil crede fortemente che l'azienda possa tornare a crescere ed espandere i propri mercati. Bisogna che ci creda anche un nuovo gruppo imprenditoriale».

La settimana prossima, martedì 7 e giovedì 9 ottobre, sono già previsti due nuovi incontri tra l'attuale proprietà e i sindacati. Sarà quella l'occasione per capire se esiste davvero una cordata pronta ad investire su Marsilli.

2 ottobre 2008

 

 

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