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Cgil in lutto per la morte di Aldo Merz

Segretario della Camera del lavoro Cgil di Trento dal 1949 e fino alla metà degli anni Cinquanta, Aldo Merz si è spento stamane a Trento. Fu anche segretario dei tessili, dei chimici e dei pensionati

Cgil in lutto per la morte di Aldo Merz

La Cgil del Trentino è in lutto per la morte di uno dei suoi primi segretari. Si è spento stamane alla veneranda età di 96 anni Aldo Merz. Per testimoniare la propria riconoscenza all'opera e all'impegno di Merz, oggi le bandiere della Cgil presenti in piazza Cesare Battisti a Trento per la manifestazione contro la manovra del Governo Berlusconi saranno listate a lutto.

«Ci stringiamo tutti attorno alla moglie e ai figli di Aldo Merz e a nome di tutta la segreteria della Cgil a loro inviamo le nostre più sentite condoglianze per la perdita di Aldo». Sono le prime parole del segretario Ruggero Purin, raggiunto dalla triste notizia, mentre stava preparando con i suoi collaboratori la mobilitazione trentina della Cgil.

«Merz – continua Purin – è stato una figura importantissima per la Confederazione perché l'ha guidata tenacemente in un particolare momento storico, quello dei primi anni cinquanta, quando la Cgil era oggetto di manovre di isolamento e di marginalizzazione da parte del partito allora al potere anche in Trentino, ossia la Dc. Nonostante questo seppe condurre un lavoro importante per il consolidamento della rappresentanza sindacale dentro le maggiori fabbriche trentine. Negli anni Sessanta e Settanta fu poi sindacalista dei tessili e dei chimici. Le sue qualità e la sua dirittura morale furono apprezzate anche dalla controparte datoriale, nonostante Merz non si piegasse mai al compromesso. Con lui la Cgil perde un pezzo della sua storia. Il nostro compito resta quello di farne rivivere lo spirito ogni giorno».

 

Protagonista della vita politica e sociale del Trentino nel secondo Dopoguerra, Aldo Merz, classe 1913, fu segretario generale della Cgil dal 1948 fino al 1955. Militante antifascista, insieme ad Achille Leoni, Sisinio Tribus e Tullio Negri, partecipò alle prime battaglie sindacali all'indomani della caduta di Mussolini, dando impulso alla nascita delle commissioni interne nelle fabbriche trentine.

Dopo la Liberazione, fu parte attiva nella ricostituzione della Confederazione Italiana Generale del Lavoro anche in Trentino, che allora univa sindacalisti di origine comunista, socialista e cattolica. Dopo la scissione della componente democristiana nel '48 con la nascita della Cisl, Merz succedette ad Achille Leoni alla guida della Cgil.

Guidò quindi la confederazione negli anni della ricostruzione scontrandosi con le enormi difficoltà della situazione politica e sociale trentina, egemonizzata dalla Democrazia Cristiana. In un quadro di isolamento per la Cgil in Trentino, cercò di rafforzarne la presenza soprattutto nelle grandi fabbriche della provincia, la Galtarossa, la Sloi, la Prada, l'Italcementi a Trento e la Cofler, la Ati, la Manifattura Tabacchi a Rovereto, continuando la battaglia contro la disoccupazione dilagante e le misere condizioni salariali e di lavoro di migliaia di operai trentini.

Dal 1956, Aldo Merz cominciò a lavorare per la sede trentina del Pci di cui assunse l'incarico di segretario organizzativo. Tornò ad occuparsi del mondo del lavoro quando alla metà degli anni Sessanta assunse l'incarico di segretario dei tessili per la Cgil. In seguito sostituì Udalrico Micocci alla guida dei chimici. In quegli anni denunciò a più riprese la tragica condizione degli operai nella “fabbrica che uccide”, la Sloi di Trento. La sua lunga militanza nella Cgil proseguì nel sindacato dei pensionati di cui fu segretario generale a partire dal 1974 e fino al 1987.

27 settembre 2008

 

 

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