NEWS

Nicolini spa. I sindacati strappano la cassa integrazione straordinaria

Lunedì il cda metterà l'azienda in liquidazione. Zabbeni (Fillea Cgil) e Giorgetta (Filca Cisl): “Cassa integrazione indispensabile per dare un minimo di sicurezza alle famiglie”

Nicolini spa. I sindacati strappano la cassa integrazione straordinaria

Da lunedì 4 agosto tutti i dipendenti del gruppo Nicolini rimarranno a casa. Ma per gli addetti degli stabilimenti di Pieve di Bono (50 dipendenti), di Arco (16 dipendenti) e Brescia (35 dipendenti), che per la Nicolini hanno lavorato fino ad oggi nella produzione e commercializzazione di componenti per l'arredo bagno, si prospetta un periodo di cassa integrazione straordinaria.

Lo hanno comunicato oggi direttamente alle maestranze i sindacalisti Maurizio Zabbeni (Fillea Cgil del Trentino) e Raffaele Giorgetta (Filca Cisl). «Con un accordo siglato stamane, abbiamo strappato all'azienda – confermano i due sindacalisti – l'impegno ad avviare già lunedì le procedure per la richiesta di cassa integrazione straordinaria. Nella tristezza e nella rabbia nel vedere messa in liquidazione la società, i lavoratori hanno appreso con soddisfazione questa novità. In questo modo potranno garantire un po' di sicurezza alle proprie famiglie prima di transitare alle liste di mobilità».

Nell'accordo firmato a Pieve di Bono, l'azienda si è anche impegnata a corrispondere un'indennità pari a quella della cassa integrazione se questa non fosse garantita dal ministero. Intanto lunedì mattina si riunirà il consiglio di amministrazione della società della val del Chiese per avviare le procedure per la messa in liquidazione della società per azioni.

«La settimana prossima – ricordano Zabbeni e Giorgetta – si terrà una nuova assemblea dei lavoratori, alla quale interverrà anche la task force dell'Agenzia del Lavoro per gestire la crisi aziendale».

1 agosto 2008

 

 

TORNA SU