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Grasselli (Fiom del Trentino): “La produttività di Berlusconi è finita sotto i tacchi”

Il commento del segretario della Fiom Cgil del Trentino, Roberto Grasselli, all'agenda del Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblicata dal Corriere

Grasselli (Fiom del Trentino): “La produttività di Berlusconi è finita sotto i tacchi”

 

Grazie al Corriere della Sera, le lavoratrici e i lavoratori italiani possono finalmente conoscere nel dettaglio una giornata di lavoro di Silvio Berlusconi, così come è stata fissata sul foglio degli “impegni del Presidente”.

Veniamo a sapere che l'agenda del Cavaliere mercoledì 30 luglio riportava un'inaugurazione (alla quale non ha partecipato), un paio di appuntamenti intorno a mezzogiorno, un lungo pranzo con Fini, Schifani, Letta e l'avvocato Ghedini. Il pomeriggio si apriva alle 16 con la visita del pregiudicato Cesare Previti, qualche telefonata al ministro Bossi, al consigliere Rai Staderini e forse l'incontro con due attrici, Evelina Manna e Antonella Troise già raccomandate all'amico Agostino Saccà. Il foglio riporta due appuntamenti serali e il promemoria del compleanno della figlia Barbara in Sardegna. Per il resto vi si trova traccia di qualche autoincensante nota sui passati trionfi del Milan.

Ma davvero è tutta qui l'attività del Presidente? E soprattutto, perché nell'agenda presidenziale non figura neppure un appuntamento di lavoro sulle vere emergenze del Paese e dei suoi cittadini? Con l'inflazione a livelli record – siamo ormai al 4.1% mensile -, con il caro benzina che condanna migliaia di famiglie a rinunciare alle ferie, con il debito pubblico che continua a salire, nell'imminenza del voto al Senato sulla prima manovra finanziaria e con il Pil che ristagna in maniera preoccupante, ci saremmo aspettati un'agenda fitta di impegni con economisti, imprenditori e qualche ministro (non citiamo i sindacati perché di Berlusconi conosciamo l'idiosincrasia per i rappresentanti dei lavoratori).

Invece no. L'agenda del Cavaliere è piena di appunti su questioni e preoccupazioni del tutto personali: dalla Rai alle aspiranti star del cinema, dall'ex fedele avvocato, ora in cattive acque, Cesare Previti, al legale di fiducia e compagno di tante battaglie contro la magistratura Niccolò Ghedini, dalla grande passione per il pallone ai più nobili impegni familiari e affettivi.

A guardare l'agenda del 30 luglio, la produttività del Presidente del Consiglio sembra stia finendo sotto i tacchi, proprio nel momento in cui l'Italia avrebbe bisogno di un Presidente del Consiglio in servizio permanente per il Paese. Ciò accade mentre, secondo il volere del governo Berlusconi, i lavoratori del privato per guadagnare qualche ero in più a fine mese non hanno alternativa al fare ore di straordinario aggiuntive. Nello stesso tempo ai lavoratori del pubblico impiego vengono chiesti sacrifici insostenibili, non solo tagliando per un anno il salario legato ai risultati, ma anche programmando aumenti contrattuali inferiori di 2 punti e mezzo rispetto all'inflazione reale.

Al Presidente operaio che si faceva vanto di lavorare anche 15 ore al giorno per l'Italia chiediamo quindi di rivedere la propria agenda e di mettersi in sintonia con il Paese e i suoi cittadini, ai quali oggi, pur lavorando più di un tempo, è sempre più difficile arrivare a fine mese. Meno appuntamenti personali, caro Presidente, e più attenzione per l'emergenza redditi e per lo sviluppo del Paese. Questo le chiedono milioni di lavoratrici e di lavoratori italiani. Altrimenti pretenderemo l'intervento del fustigatore dei fannulloni, il ministro Brunetta.

2 agosto 2008

 

 

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