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Scuola. Flc Cgil e Cisl Scuola: “Politici poco attenti alle esigenze educative dei bambini”

Un intervento di Gloria Bertoldi e Bruno Paganini sull'approvazione della legge che diminuisce il tempo scuola e anticipa l'iscrizione dei bambini alle scuole primarie

Scuola. Flc Cgil e Cisl Scuola: “Politici poco attenti alle esigenze educative dei bambini”«Si torna alla scuola obbligatoria solo alla mattina e soprattutto si può andare a scuola a 5 anni e 4 mesi. Puntuale come un orologio svizzero il legislatore provinciale anche quest’anno colpisce la scuola. Il copione è lo stesso di sempre: in luglio o in agosto vengono approvate modifiche anche sostanziali all’organizzazione scolastica.

Forza Italia, primo firmatario Giovanazzi, presenta il disegno di legge n. 290 di modifica agli articoli 55, 56 e 61 della legge provinciale n. 5 del 2006 “Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino”. Il disegno di legge, approvato lo scorso 16 luglio con 23 voti a favore ed un astenuto, riguarda il tempo scuola e le iscrizioni anticipate al primo anno della scuola del primo ciclo.

In poche righe cancella l’organizzazione scolastica del primo ciclo, peraltro non ancora attuata, delineata nel testo della legge Salvaterra: riduce l’orario obbligatorio da 1.000 ore a 891 annue e prevede 99 ore per le eventuali ore opzionali facoltative; assicura, se richiesto dalle famiglie, la frequenza obbligatoria degli alunni solo alle lezioni del mattino; permette l’iscrizione alla prima elementare di bambini di 5 anni e 4 mesi.

Si cambia l’assetto della scuola elementare e media prima ancora che la commissione provinciale incaricata della revisione dei piani di studio abbia terminato il proprio lavoro. La stessa legge provinciale aveva subordinato l’attuazione del nuovo tempo scuola all’emanazione dei rispettivi regolamenti, tra i quali proprio quello che avrebbe accompagnato il nuovo piano provinciale degli studi. Nel frattempo prescriveva Il mantenimento in regime sperimentale di quanto già gli istituti stavano attuando.

La legge Giovanazzi è la testimonianza della persistenza di un vecchio e deleterio approccio politico alle problematiche scolastiche: mentre da più parti è stato raggiunto il convincimento che la scuola non è un campo sportivo, dove passare con il taglia erba o sistemare una panchina, per alcuni la scuola deve restare in balia del vento politico o soggetta a colpi di mano balneari, nei metodi come nei contenuti.

La scuola non neppure essere considerata l’ancella della famiglia, come lascia trasparire la relazione che accompagna il testo del ddl approvato. I ruoli della famiglia e della scuola hanno la stessa dignità ma sono ben distinti. E' bene che la famiglia non deleghi a nessun’altra istituzione, nemmeno alla scuola, il compito importante di educare i propri figli. Mentre i genitori debbono lasciare alla scuola quello, altrettanto importante, di istruire.

Quando poi abbiamo letto la modifica che permette l’iscrizione alla prima elementare ai bambini di 5 anni siamo rimasti basiti: il delirio anticipatorio è davvero eccessivo. Con una mano si ritirano i bambini dalle attività didattiche pomeridiane, rivendicando il loro diritto di trascorrere più tempo in famiglia e, contemporaneamente, con l’altra li si spinge un anno prima a scuola. Si persevera, diabolicamente, nell’errore fatto con gli anticipi alla scuola dell’infanzia, dove per fortuna gli stessi genitori hanno dimostrato di non corrispondere a questa proposta, stando ai dati registrati (una ottantina in tutta la provincia).

Precocizzare le tappe evolutive non aiuta la crescita sana ed equilibrata dei bambini. L’apprendimento ha bisogno di tempi giusti e distesi, anche in una società frenetica. Anzi proprio per questo dobbiamo restituire ai nostri bambini il diritto a crescere lentamente, dando loro il tempo di sedimentare le acquisizioni culturali.

Con queste riflessioni vogliamo denunciare la mancanza di attenzione del mondo politico verso la scuola e verso i bambini, sia per il metodo che continua ad adottare ma anche per il contenuto del provvedimento stesso e, confidando molto nella sensibilità dei genitori, rivendicano un nuovo diritto da inserire nella carta del fanciullo: “il diritto alla lentezza”».

Gloria Bertoldi è segretaria generale della Flc Cgil del Trentino

Bruno Paganini è segretario generale della Csil Scuola del Trentino

 

Trento, 2 agosto 2008

 

 

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