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Luxottica. Demozzi (Filtea Cgil): “Dai lavoratori, sì al nido aziendale”

Nell'inchiesta promossa dal sindacato tra i lavoratori dello stabilimento emerge la necessità di servizi all'infanzia più facilmente accessibili, con orari flessibili e a costi abbordabili. A settembre i dati su altre realta industri

Luxottica. Demozzi (Filtea Cgil): “Dai lavoratori, sì al nido aziendale”

Mentre l'associazione Cittadinanzattiva, nel suo report annuale sui servizi all'infanzia in Italia, certifica che i nidi in Trentino erano i più costosi del Paese – da quest'anno però la Provincia su sollecitazione dei sindacati ha tagliato le rette del 30 percento -, a Rovereto la Filtea Cgil del Trentino ha promosso un'inchiesta tra le lavoratrici e i lavoratori di Luxottica sull'utilità di un asilo nido aziendale.

«La risposta – afferma Milena Demozzi, segretaria della Filtea Cgil del Trentino – è stata positiva: più della metà dei dipendenti intervistati è fortemente interessata all'istituzione di un nido aziendale». L'indagine tra i dipendenti Luxottica di Rovereto ha coinvolto 350 tra operai e impiegati su un totale di circa 700 addetti. Tra gli intervistati, sono stati 181 i dipendenti – pari al 52 percento dei consultati – a dirsi favorevoli alla nascita di un asilo nido vicino all'azienda. Una possibilità introdotta in Trentino dalla nuova legge sui servizi all'infanzia che agevola e sostiene le iniziative di singole aziende o di consorzi di imprese nell'offerta nidi certificati dalle istituzioni pubbliche.

«Tra le motivazioni più frequenti – spiega Demozzi – non ci sono solo i vantaggi logistici di avere un nido vicino al posto di lavoro. L'esigenza di orari più flessibili nella custodia dei figli è infatti una delle necessità più diffuse. Spesso le strutture esistenti hanno orari troppo rigidi che inevitabilmente deprimono la domanda di servizi all'infanzia e costringono le donne ad affidarsi alla famiglia allargata – i nonni, in primo luogo – o a ridurre i tempi di lavoro per dedicarsi ai figli».

Così le donne lavoratrici chiedono il part time anche e soprattutto perché i nidi non offrono servizi flessibili. Lo prova il fatto che l'asilo nido aziendale, per circa il 30 percento delle intervistate, sarebbe un'occasione per svolgere un lavoro a tempo pieno. «Si sfata così il mito – aggiunge Demozzi – che le donne scelgano con convinzione e senza indugi il part time. Oggi invece, anche a causa della crisi salariale, molte donne deciderebbero di lavorare a tempo pieno se solo esistessero servizi in grado di aiutarle a rendere compatibile il lavoro con la cura della famiglia».

Luxottica è uno degli stabilimenti dove più alta è la concentrazione di manodopera femminile. Sono donne il 68 percento dei dipendenti. Rispetto alla manodopera complessiva, il 13,5 percento degli assunti ha un contratto part time. Gli incarichi a tempo parziale, per il 99 percento sono svolti da donne che scelgono questa tipologia contrattuale per esigenze familiari e di cura dei figli. Da sottolineare poi che l'età media dei dipendenti Luxottica a Rovereto è bassa: il 45 percento dei dipendenti ha infatti meno di 35 anni.

«Sulla base di questi dati – conclude la sindacalista della Filtea – chiederemo a Luxottica di aprire un confronto con sindacati e istituzioni comunali e provinciali. A Rovereto potrebbe infatti nascere una delle prime strutture costruita sulle esigenze dei bambini ma anche delle lavoratrici e dei lavoratori. E' un'occasione da cogliere al volo per qualificare i servizi all'infanzia. Certo, poi come sindacati resta la nostra battaglia per rendere sempre meno onerosi i nidi per le famiglie. Non a caso la Cgil ha chiesto alla giunta provinciale di abbattere le tariffe di un altro 20 per cento, dopo il taglio già adottato con la finanziaria 2008».

Entro l'autunno prossimo, l'indagine partita da Luxottica verrà estesa ad altre realtà industriali in Trentino, in modo da avere un quadro ancora più preciso delle necessità delle lavoratrici e dei lavoratori trentini riguardo i servizi all'infanzia.

31 luglio 2008

 

 

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