NEWS

Infortunio edilizia. Operaio muore nel crollo del ponteggio

La vittima è Croitoru Tudor, 42 anni di origine moldava. Ancora incerta la dinamica dell'incidente. Faggioni (Fillea Cgil): “Tragedia inaccettabile”

Infortunio edilizia. Operaio muore nel crollo del ponteggio

«Ogni morte è inaccettabile se avviene sul posto di lavoro. Ma la tragica scomparsa di Croitoru Tudor è ancora più atroce perché colpisce un uomo nel pieno della sua maturità, un lavoratore migrante che aveva lasciato la sua terra per dare a sé e alla sua famiglia un futuro di speranza».

«Morire così non è accettabile. Dobbiamo tutti moltiplicare gli sforzi affinché la sicurezza sul lavoro non sia più un diritto da reclamare, ma una condizione minima pienamente rispettata e sempre condivisa».

E' questo il primo commento di Manuela Faggioni, responsabile della zona del Basso Sarca della Fillea Cgil del Trentino, dopo essere accorsa sul luogo dell'ennesimo infortunio mortale nei cantieri edili italiani. A San Giorgio di Arco, Croitoru Tudor, carpentiere e muratore di 42 anni di origine moldava, ma residente in Trentino, è morto stamane nel crollo del ponteggio presso il cantiere di una casa privata, gestito dalla ditta CHC costruzioni di Arco.

Nell'incidente è stato coinvolto anche il fratello del titolare dell'impresa edile, Giovanni Celentano. Ricoverato in ospedale, non è in pericolo di vita. La CHC attualmente occupa otto operai. Croitoru Tudor non è tra i dipendenti in quanto avrebbe operato nel cantiere come artigiano.

La dinamica dell'incidente non è chiara. Sul posto sono intervenute per gli accertamenti di rito sia le forze dell'ordine che gli ispettori provinciali. «Ispettorato e magistratura – spiega la sindacalista della Fillea – dovranno fare chiarezza sulle reali cause di questo terribile incidente. Fin da subito però bisogna metter in campo uno sforzo straordinario affinché il tributo di sangue pagato ogni giorno dal mondo del lavoro in Italia abbia fine. Sulla strada della sicurezza si è fatto molto, soprattutto in Trentino. Oggi però va consolidata la cultura della prevenzione dei rischi che deve vedere unite istituzioni, imprese e sindacati, partendo sia dalla positiva esperienza degli enti bilaterali, sia dall'estensione dei controlli per l'accertamento del rispetto delle norme di sicurezza. Lo dobbiamo a tutti i morti degli ultimi anni. Lo dobbiamo soprattutto alle migliaia di lavoratori che ogni mattina escono di casa per guadagnarsi onestamente la propria paga».

Quello occorso a Croitoru Tudor è il terzo incidente mortale in Trentino quest'anno. A marzo erano rimaste vittime del lavoro Arigo Zucal a Vigo di Ton ed Ezio Nardelli a Sporminore. Entrambi sono rimasti schiacciati dal proprio trattore nelle campagne della Val di Non. Nello stesso mese aveva perso la vita un altro trentino, l'operaio edile Rinaldo Potrich di Rovereto, mentre lavorava alla ristrutturazione della casa della sorella a Verona. Nel 2007 le morti sul lavoro erano state 10, mentre nel 2006 furono ben 20.

23 luglio 2008

 

 

TORNA SU