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Ccnl commercio. Casagranda (Filcams Cgil): "No ad accordi separati"

Dopo 19 mesi di trattativa, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil firmano con Confcommercio l'ipotesi di accordo per aumenti di 150 euro lordi in 4 anni. La Filcams Cgil contraria

Ccnl commercio. Casagranda (Filcams Cgil):

Dichiarazioni di Ezio Casagranda, segretario della Filcams Cgil del Trentino 

Ancora una volta i diritti dei lavoratori vengono scambiati per una manciata di euro. Si utilizza la crisi del salario per ricattare i lavoratori nei loro più elementari diritti di cittadini e di lavoratori. Il loro Contratto Nazionale è scaduto il 31 dicembre 2006 e dopo 19 mesi i lavoratori del commercio si trovano un rinnovo del contratto che scambia qualche euro con il diritto al riposo domenicale e si sacrifica la possibilità di stare con la famiglia e programmarsi il proprio tempo libero sull’altare dei profitti e dell’avidità della Confcommercio.

Infatti le pretese di Confcommercio sono finalizzate ad ottenere la dissoluzione definitiva del CCNL oltre a svuotare la contrattazione aziendale e provinciale di qualsiasi autonomia o possibilità di intervenire sulle condizioni di lavoro, dagli orari all’organizzazione del lavoro.

Quindi, non solo lavorare la domenica sarà obbligatorio ma sarà anche considerato giorno normale di lavoro e per gli apprendisti nuovi assunti, si aumenta l’orario di lavoro riducendo i permessi retribuiti. A fronte di queste concessioni il padronato ci offre 150,00 euro lordi mensili scaglionati in 4 anni (media di 71,8 euro). Una cifra ridicola ed insufficiente a coprire l’inflazione e che penalizza ulteriormente i lavoratori del commercio rispetto ad altre categoria dell’industria che hanno ricevuto aumento ben più sostanziosi.

Giustamente, davanti a queste proposte inaccettabili dei padroni la Filcams Cgil si è alzata ieri dal tavolo chiedendo e non ottenendo dagli altri sindacati una “pausa di riflessione” per poter consultare i lavoratori.

La Fisascat Cisl e Uitucs Uil rompendo l’accordo unitario sulla conduzione delle trattative, non solo rompono con i lavoratori ma firmando l’accordo separato si sono piegati alle pretese di Confcommercio. Le posizione di Cisl e Uil sono un vero schiaffo ai lavoratori ed alle lavoratrici del commercio i quali, secondo questi sindacati, non hanno diritto di parola negandogli la possibilità di decidere sul loro contratto di lavoro.

Bene ha fatto la Filcams ad alzarsi dal tavolo allo scopo di consultare i lavoratori, contraria a queste nuove impostazioni degli altri soggetti. Ora però bisogna costruire le condizioni e quindi anche i contenuti per una nuova piattaforma capace di ricreare, sui problemi del salario e dell’orario una nuova partecipazione e un nuovo protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici del Commercio.

Solo con una forte e vera partecipazione e coinvolgimento dei diretti interessati su tutte le prossime tappe contrattuali, sarà possibile riprendere il timone ed ottenere un Contratto dignitoso.

Per questo a Filcams convoca per domani 22 luglio 2008 una riunione dei delegati del Commercio per una prima valutazione dell’accordo separato e per decidere le iniziative da intraprendere per contrastare questo atto di arroganza di Confcommercio cui Fisascat e Uiltucs si sono sottomesse. Inoltre si chiede alla Cgil di fermare la trattativa sulla riforma contrattuale come primo segno di solidarietà con i lavoratori e le lavoratrici umiliate e offese da questo accordo separato.

21 luglio 2008

 

 

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