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Autoschedatura. Raccolte più di 600 impronte in un giorno in Trentino

Protesta contro la schedatura di rom e sinti voluta dal ministro Maroni. L'iniziativa è del Cnca, del Punto d'Incontro, dei sindacati, delle Acli, dell'Arci e della Caritas

Autoschedatura. Raccolte più di 600 impronte in un giorno in Trentino

 

Più di 600 impronte digitali raccolte in un giorno. Tanti sono stati infatti i trentini che hanno voluto esprimere solidarietà a rom e sinti che il ministro Roberto Maroni vuole schedare uno ad uno, bambini compresi.

Il provvedimento del governo ha suscitato vive polemiche, anche perché richiama alla memoria analoghi provvedimenti razzisti adottati dal regime nazista ormai più di settant'anni fa. E nel giorno in cui il Parlamento europeo vota una mozione in cui per questo motivo si censura il governo italiano, anche il Trentino si mobilità per chiedere al governo di ripensarci e per denunciare l'ipocrisia di un censimento, con schedatura di impronte digitali, che vorrebbe essere una misura umanitaria per proteggere i bambini rom e sinti, mentre si trasforma in un atto di intolleranza e di pregiudizio.

La mobilitazione è stata promossa dal Coordinamento nazionale delle comunità d'accoglienza – Cnca e dal Punto d'Incontro ed ha trovato l'immediata adesione di Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci, Caritas Diocesana e di tante altre realtà associative, nonché di singoli cittadini.

Nel dettaglio, a Trento in piazza Fiera in tre ore sono state raccolte ben 269 firme e impronte digitali. 79 ne sono state raccolte al Punto d'Incontro in via del Travai. A Rovereto l'associazione Girella ne ha raccolte 80. Lo stesso hanno fatto le associazioni del Cnca. Infine sono circa 100 le impronte raccolte da Cgil, Cisl, Uil e Acli nelle proprie sedi sparse sul territorio. In totale fanno 608.

L'autoschedatura proseguirà anche nei prossimi giorni presso le sedi sindacali e delle associazioni di volontariato sociale e si concluderà alla fine di luglio quando firme e impronte verranno consegnate al Commissario del Governo, Michele Mazza.

10 luglio 2008

 

 

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