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Elezioni 2008. La piattaforma di Cgil Cisl e Uil

Le richieste sindacali in vista delle elezioni del 9 novembre. Priorità ai redditi, alla qualificazione del lavoro e al welfare

Elezioni 2008. La piattaforma di Cgil Cisl e Uil

Per rilanciare la crescita economica e rafforzare l'equità sociale in Trentino servono tre condizioni e un metodo: una politica dei redditi più efficace, un patto per la qualificazione del lavoro e un welfare scandinavo. Il tutto realizzato grazie al metodo della concertazione, resa più efficiente dalla condivisione di dati e analisi.

È quanto sostengono Cgil Cisl e Uil del Trentino nella piattaforma di richieste sindacali sulla quale le forze politiche, prima del voto del 9 novembre, saranno chiamate ad impegnarsi. Il documento prende lo mosse dalla situazione economica e sociale del Trentino. Se il livello di coesione sociale in provincia è buono, per i sindacati bisogna però far ripartire la crescita e innalzare la produttività, oggi sono stagnanti, perché - è ovvio - per redistribuire ricchezza bisogna in primo luogo essere in grado di produrla. «In pratica – scrivono Cgil Cisl e Uil - la ricchezza prodotta in Trentino rischia di non essere sufficiente al mantenimento nel tempo degli attuali standard di inclusione sociale sui quali l'Autonomia trentina ha fondato la propria storica missione: estendere i diritti di cittadinanza e i livelli di benessere di tutti i suoi abitanti. Oggi questa missione può continuare a concretizzarsi solo puntando su uno sviluppo caratterizzato da dinamiche di crescita più sostenute, da una più giusta distribuzione della ricchezza prodotta e da un sempre più equilibrato rapporto con l'ambiente».

Come detto, secondo i sindacati sono tre le condizioni che possono consentire il raggiungimento di quest'obiettivo. La prima riguarda la difesa del potere d'acquisto dei redditi da lavoro dipendente e pensione. Per Cgil Cisl e Uil il prossimo governo provinciale dovrà agire sulle tariffe in modo da abbassarle, come è stato fatto nel caso dei servizi di asilo nido, anche introducendo, a beneficio dei ceti più deboli, le tariffe sociali per i servizi pubblici (acqua, gas, energia e rifiuti). Infine, sul lato dei tributi, Cgil Cisl e Uil vorrebbero bloccate le addizionali Irpef mentre reclamano l'istituzione, già prevista per legge, della tassa di scopo sul turismo.

La seconda condizione riguarda la produttività del sistema economico trentino che tra il 2001 e il 2006 ha registrato una flessione dello 0,49% su base annua. Puntare sull'intensificazione del lavoro per Cgil Cisl e Uil sarebbe solo tentare di raschiare il barile. Meglio invece promuovere la qualità del lavoro dentro le aziende e innovare i processi produttivi a partire da qui, sapendo anche rendere sempre più selettivo il sostegno pubblico alle imprese. I sindacati propongono quindi a Provincia e Confindustria un patto per l'organizzazione del lavoro nel settore pubblico e privato che estenda la formazione permanente, rinnovi il sistema degli incentivi, riduca le gerarchie e garantisca maggiore coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti. In sostanza, per Cgil Cisl e Uil solo più capitale umano e qualità del lavoro permetteranno al sistema produttivo di innovarsi e di aumentare la ricchezza e il benessere per il Trentino.

La terza è ultima condizione, a detta dei sindacati, è legata al potenziamento del welfare . Già oggi le prestazioni sociali a livello locale sono migliori della media nazionale. Ma ora, predicano Cgil Cisl e Uil, è tempo di fare un ulteriore salto di qualità, per portare il welfare trentino a livello di quelli dei Paesi più avanzati del Nord Europa. Per i sindacati infatti l'Autonomia, prima di altre regioni in Italia, potrebbe davvero sperimentare un sistema di protezione sociale sul modello scandinavo.

Per combattere la precarietà dei giovani e dare più certezze ai lavoratori espulsi, la Provincia dovrebbe quindi potenziare le politiche attive, aumentando gli strumenti di formazione, migliorando gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, introducendo nuovi ammortizzatori sociali per proteggere i lavoratori discontinui e programmando interventi specifici a favore dei giovani - e non solo delle giovani coppie - in materia abitativa. Proprio sul versante casa, altro nodo fondamentale del welfare locale, i confederali reclamano il rispetto del piano straordinario di edilizia abitativa, a partire dalla realizzazione dei tremila alloggi a canone moderato previsti. Infine propongono l'introduzione del reddito minimo di inserimento a favore delle fasce deboli della popolazione (madri sole, lavoratori discontinui, lavoratori poveri).

La cornice dentro cui far maturare queste tre condizioni, indispensabili allo sviluppo, resta la concertazione, uno strumento che va anch'esso innovato e reso più efficace, a partire dalla condivisione dei dati e delle analisi di fondo. I sindacati chiedono quindi che il patrimonio rappresentato dall'Opes e dell'Ateneo in termini di elaborazione economica e sociale venga condiviso in tempo reale tra organizzazioni dei lavoratori, associazioni datoriali e decisori politici, in modo da rendere più facili il confronto comune e più immediate le decisioni operative.

22 settembre 2008

 

 

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