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Albergatori. Purin (Cgil): “Sono imprenditori delle lamentele e dell'inciviltà”

Il 61 percento degli alberghi ispezionati sono irregolari. Controlli ogni 13 anni. I lavoratori senza contratto da quasi 15 anni. L'appello di Purin agli albergatori onesti. “Ribellatevi a Rigotti e ai suoi compari"

Albergatori. Purin (Cgil): “Sono imprenditori delle lamentele e dell'inciviltà”«Prima di lanciare accuse diffamatorie, gli albergatori farebbero bene a smettere di utilizzare lavoratori in nero, visto che ben il 61% delle aziende controllate negli ultimi cinque anni risultano irregolari. Questa sì è una piaga indegna per il Trentino, non certo l'impegno degli ispettori a tutela dei lavoratori».

«Ancora una volta gli albergatori trentini, pluriassistiti da Mamma Provincia e sempre più assetati di contributi pubblici e privilegi fiscali, si rivelano per quello che sono: semplici imprenditori delle lamentazioni, irresponsabili e privi di ogni senso civico. Ancora più indecente è stato però l'atteggiamento dell'assessore provinciale Tiziano Mellarini che, da quanto ha riportato la stampa locale, si è ben guardato dal difendere l'operato degli ispettori provinciali del lavoro. Se questo è il senso delle istituzioni di un assessore, è una pia illusione solo sperare che gli albergatori possano un giorno cambiare registro».

Ruggero Purin, segretario generale della Cgil del Trentino, tuona contro le offese lanciate ieri dall'assemblea dell'Asat, l'associazione degli albergatori trentini, all'indirizzo degli ispettori provinciali rei, a loro dire, di bersagliare di controlli gli alberghi trentini.

Purin precisa i contorni dell'attività ispettiva degli uffici provinciali. Tra il 2002 e il 2007 le aziende alberghiere controllate sono state 708 su un totale di 1.834. A questi ritmi una singola azienda viene controllata in media una volta ogni 13 anni. «Questi – commenta Purin – non mi sembrano proprio numeri da regime poliziesco. Semmai, a fronte delle infrazioni registrate ogni anno negli alberghi trentini, i controlli dovrebbero aumentare esponenzialmente».

Infatti il Servizio lavoro della Provincia registra tassi di irregolarità allarmanti. Nel 31% delle aziende controllate negli ultimi cinque anni gli ispettori hanno scoperto almeno un lavoratore completamente in nero.

«Non è certo un bel biglietto da visita – accusa Purin – per il turismo trentino. E forse è il tempo che se ne accorga anche la giunta provinciale adottando sistemi più coercitivi verso gli “imprenditori del lavoro nero”. Basterebbe chiudere i rubinetti dei contributi pubblici alle imprese irregolari e magari far pagare la promozione del Trentino agli albergatori. Altro che taglio dell'Ici e dell'Irap. Devono cominciare ad investire qualcosa sul prodotto che vendono e su quale fanno lauti guadagni. Devono puntare a qualificare il proprio personale garantendo almeno le tutele minime previste dalla legge. Se poi, dopo 15 anni di vacanza contrattuale, decidessero finalmente di rinnovare il contratto territoriale per i propri addetti, non sarebbe una cattiva idea. Ma forse questo è chiedere davvero troppo a questi finti imprenditori. Ma vogliamo lanciare un appello a tutti gli albergatori onesti: ribellatevi alla concorrenza sleale degli imprenditori del lavoro nero, a Natale Rigotti e ai suoi compari».

23 maggio 2008

 

 

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