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Al via la Conferenza di organizzazione Cgil

A Roma si aprono i lavori dell'assemblea chiamata a disegnare il sindacato del futuro. Conclusione il 31 maggio. L'intervista a Carla Cantone.

Al via la Conferenza di organizzazione Cgil

Si aprono a Roma il 29 maggio i lavori della Conferenza di organizzazione nazionale della Cgil. I delegati sono chiamati a disegnare il modello organizzativo del sindacato del futuro. Introduciamo il confronto dell'assise nazionale con un'intervista a Carla Cantone, segretaria organizzativa della Cgil. 

 

Più vicini ai luoghi di lavoro (di Enrico Galantini)

Al termine del lungo percorso che in quasi cinque mesi ha visto tutta la Cgil confrontarsi sui temi del reinsediamento e della centralità del territorio, qual è il bilancio che si può trarre di questa discussione? La Confederazione è pronta a cambiare davvero? Lo chiediamo a Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil, che alla nuova Fiera di Roma, nella prima giornata della Conferenza d’organizzazione, svolgerà la relazione proprio sui temi organizzativi. “Vi è stata una consistente partecipazione alle oltre 1.600 conferenze di organizzazione di categorie e confederali – risponde Cantone –, con un’ottima discussione su tutti i temi del documento nazionale. Il gruppo dirigente, i quadri, le delegate e i delegati, i rappresentanti di lega e del Sistema servizi, hanno dimostrato un grande senso di responsabilità sia nell’affrontare i contenuti dei temi, sia nel ricercare, in ogni Conferenza di organizzazione punti decisionali condivisi e unitari.

Rassegna Rispetto alla situazione di oggi, concretamente, quali sono i cambiamenti più significativi di cui c’è bisogno nel modo di essere e di operare della confederazione per attuare il decentramento e rinnovare la confederalità? Quali sono le proposte principali che avanzerai alla Conferenza?

Cantone La centralità del lavoro e delle condizioni sociali, puntando a un forte presidio del territorio e dei luoghi di lavoro. Un rinnovamento generazionale, puntando con determinazione all’inserimento di giovani a tutti i livelli di direzione dell’organizzazione. E un modello di sindacato veramente paritario tra uomini e donne, andando oltre la norma antidiscriminatoria. Un punto decisivo sarà l’impegno di andare periodicamente alla verifica degli iscritti.

Rassegna Quanto può aiutare nel processo di reinsediamento la riforma della contrattazione (almeno come l’hanno pensata Cgil Cisl e Uil nel loro documento di riforma) con l’insistenza sulla contrattazione di secondo livello?

Cantone La contrattazione decentrata, il suo rafforzamento e la sua estensione è sempre stato per la cgil un obiettivo strategico, perché dalla contrattazione sui posti di lavoro e nel territorio e con la negoziazione sociale si possono affrontare con le lavoratrici e i lavoratori, pensionate e pensionati, le condizioni di vita e di lavoro, a partire dalla sicurezza.

Rassegna Nel tuo editoriale sul primo numero di quest’anno di Rassegna hai scritto della necessità di “fare scelte innovative” e di “riconsiderare ruoli e poteri”. Chi deve avere più potere (e chi meno) nella Cgil di domani?

Cantone Non esiste una scala gerarchica: ogni struttura deve rafforzare e qualificare il proprio ruolo, al fine di rendere la Cgil sempre più rappresentativa.

Rassegna Più potere significa anche più compiti da svolgere e la possibilità (necessità) di avere maggiori risorse per svolgerli. Una diversa ripartizione delle risorse non sarà un processo indolore...

Cantone È del tutto evidente che il decentramento, che punta a rafforzare il sindacato nel territorio e nei posti di lavoro, necessita di un riposizionamento di quadri e risorse. Sta alla responsabilità di tutti vivere questo decentramento come una necessità e non come un fastidioso dolore.

Rassegna Nel documento preparatorio si sottolinea l’importanza di un sempre maggiore coinvolgimento dei giovani nella vita e nella direzione dell’organizzazione. Un’organizzazione che però oggi ha una preponderanza di quadri dall’età media abbastanza elevata, ma ancora abbastanza lontana dalla pensione. Come far quadrare il cerchio?

Cantone Ho già detto che uno dei punti più significativi è la promozione di giovani a tutti i livelli, ciò non significa fare a meno di tanti quadriche hanno superato i 35 anni. Anzi occorre trovare forme sinergiche, di integrazione affinché giovani e meno giovani si apprestino a dare continuità a questa straordinaria organizzazione che si chiama Cgil, un sindacato di programma basato sulla confederalità.

Rassegna La Cgil è sempre più anche un’organizzazione di immigrati. Con quali strumenti è possibile adeguare la loro presenza nei gruppi dirigenti?

Cantone La Cgil ha assunto da tempo politiche organizzative al fine di rappresentare i tanti migranti che lavorano nel nostro paese. In molte categorie la loro adesione alla Cgil continua ad aumentare e diversi sono i dirigenti espressione dei migranti. Occorre continuare per questa strada.

Rassegna E veniamo al tema “donne”. La loro presenza nei quadri dirigenti del sindacato e della Cgil è in costante aumento ma ancora non è pari alla loro percentuale tra gli iscritti. Cosa bisogna fare per accelerare questo processo?

Cantone Molte compagne hanno dimostrato in questi anni di non dover più essere sottoposte a verifica, anzi le donne sono le più determinate nella direzione di tante strutture. Valorizzare le donne, portarne sempre di più ai massimi livelli dell’organizzazione, proporre politiche di genere e stabilire luoghi di confronto fra le donne è un impegno che dovrà uscire riconfermato dalla Conferenza di organizzazione Rassegna Concretamente, dopo la conferenza, quali saranno i passi necessari per rendere impegnative per tutta l’organizzazione le scelte che verranno assunte? Cantone Entro tre mesi dalla Conferenza, il Comitato direttivo nazionale assumerà le decisioni che usciranno dalla Conferenza, nel rispetto dello Statuto e delle nostre regole, e definirà i temi che dovranno essere consegnati al prossimo Congresso.

da Rassegna.it

28 maggio 2008

 

 

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