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Detassazione straordinari. Purin: “Benefici limitati"

23 euro mensili in più ad un operaio di 5° livello con 150 ore di straordinario all'anno

Detassazione straordinari. Purin: “Benefici limitati

«Quello varato dal governo è un provvedimento davvero limitato rispetto alle richieste di Cgil, Cisl e Uil per un fisco che sia realmente a misura di lavoratori dipendenti e pensionati. Si applica infatti ad una porzione ristretta di lavoratori e non avrà immediati effetti sulla produttività del sistema industriale italiano».

E' questo il commento di Ruggero Purin, segretario generale della Cgil del Trentino, all'introduzione in via sperimentale di una cedolare secca del 10% sui salari derivanti da prestazioni di lavoro straordinario, varato oggi dal consiglio dei ministri riunito a Napoli.

«Dalla detassazione degli straordinari – avverte Purin – se va bene nelle tasche dei lavoratori arriveranno circa 23 euro in più al mese. Difficilmente infatti il lavoro straordinario retribuito supera le 150 – 160 ore all'anno. Si tratta di circa due sabati di lavoro in più al mese spalmati su 10 mesi. Le previsioni pubblicate oggi dal Sole 24 Ore vanno quindi riviste a ribasso. Come sindacati continueremo a sostenere la nostra piattaforma fiscale che vede al centro maggiori detrazioni per il lavoro dipendente e per redditi da pensione».

La Cgil del Trentino ha predisposto una simulazione realistica della portata della detassazione sul salario complessivo di un lavoratori tipo. Il maggior reddito prodotto dall'introduzione in via sperimentale di una tassazione separata fissa del 10% sul salario derivante dal lavoro straordinario potrebbe raggiungere circa 354 euro annui. La stima è calcolata su un salario lordo annuo di 22.100 euro e un monte ore di lavoro straordinario di circa 150 ore annue.

Il salario preso in esame è quello di un operaio al 5° livello e con 12 anni di anzianità secondo le retribuzioni fissate dal contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici. Esclusi eventuali accordi aziendali, il salario si assesta sui 1.700 euro lordi annui ripartiti in 13 mensilità per circa 173 ore di lavoro ordinario annuali.

La paga oraria calcolata su questa base raggiunge i 9,86 euro. La maggiorazione salariale per un'ora di straordinario varia a seconda dei contratti nazionali di riferimento ma in media si aggira intorno ad un 30% di paga aggiuntiva. In pratica per la paga base presa in esame si giunge ad un salario di 12,82 euro per ora straordinaria lavorata.

Come detto, l'ipotesi sulla quale la Cgil del Trentino ha effettuato i propri calcoli, prevede 150 ore di lavoro straordinario in un anno, pari a circa 2 sabati di lavoro aggiuntivi al mese per 10 mesi all'anno. Si tratta quindi di un monte ore straordinario molto elevato, anche perché va tenuto presente che molti accordi aziendali prevedono il recupero delle ore prestate in modo straordinario, nei periodi di bassa produzione.

(SCARICA la tabella riassuntiva qui a fianco curata da Giorgio Santoni) 

Spalmato su 12 mesi, il beneficio fiscale di 354 euro annuo si traduce in 27,23 euro medi mensili. Anche in questo caso il dato non è purtroppo molto indicativo, perché l'andamento degli straordinari non è sotto il diretto controllo del lavoratore, ma dipende esclusivamente dalle richieste dell'impresa e dalle esigenze aziendali.

Secondo le stime della Cgil del Trentino, nel caso preso in esame, attualmente il salario netto per una singola ora di straordinario è di 7,75 euro che, con la cedolare fissa del 10%, passa a 10,11 euro. Infatti sui 12,82 euro di salario per ora straordinaria, le tasse e i contributi a carico del lavoratore sono attualmente pari a 36,49% cifra che ora con la cedolare secca scende al 19,49%. In questo modo si produce un salario aggiuntivo netto pari a 2,36 euro per ogni ora di straordinario lavorata.

Infine va ricordato che la platea dei lavoratori che avranno diritto a queste agevolazioni fiscali è molto ridotta, in quanto sono esclusi i pubblici dipendenti. Inoltre, considerata anche la progressività delle aliquote fiscali, alcuni economisti stimano in soli 1,7 milioni i lavoratori che, in base alle effettive ore prestate di lavoro straordinario, trarranno reali benefici da questo provvedimento.

21 maggio 2008

 

 

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