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Valman. Chiude l'ultimo reparto produttivo a Mezzocorona

Dopo Mezzolombardo, si conclude anche l'attività dell'altro stabilimento rotaliano già proprietà di Marzotto. Senza lavoro 11 dipendenti. A Mezzocorona rimarranno attività logistiche e commerciali

Valman. Chiude l'ultimo reparto produttivo a Mezzocorona

Chiude i battenti anche l'ultimo reparto produttivo della Valman in Trentino. La decisione è stata annunciata stamane durante un'assemblea dei lavoratori dello stabilimento di Mezzocorona dove, dopo la chiusura dello stabilimento gemello di Mezzolombardo nel giugno scorso, resisteva ancora l'unica linea di confezionamento trentina del gruppo Valman, azienda tessile che produce filati, tessuti e biancheria per la casa.

Il reparto di Mezzocorona impiega attualmente nove tra operaie e operai e due amministrativi. Valman avrebbe intenzione di procedere al ridimensionamento entro l'inizio di luglio. Complessivamente sono quindi 11 gli esuberi annunciati oggi dalla famiglia Valenti, proprietaria dello stabilimento fin dalla fine degli anni '60, quando lo rilevò dal gruppo Marzotto. Un ridimensionamento è stato annunciato anche per un analogo reparto di produzione a Trevignano in provincia di Treviso, per il quale Valman ha comunicato esuberi pari a 33 unità.

L'azienda ha infine comunicato di voler mantenere a Mezzocorona le attività di tipo logistico e commerciale, impiegando una decina di dipendenti.

«Avevamo confidato – commenta la segretaria della Filtea Cgil del Trentino, Milena Demozzi – che le strategie commerciali della famiglia Valenti riuscissero a rilanciare la produzione. Ma la concorrenza dei prodotti di origine asiatica non ha lasciato scampo neppure al reparto di Mezzocorona. Con quest'ultimo atto, se ne va un pezzo di storia dell'industria tessile trentina. Ma ora la preoccupazione più immediata è per il destino dei lavoratori licenziati. Oltre ai necessari ammortizzatori sociali, chiediamo alla Provincia Autonoma di Trento di attivare subito gli strumenti di formazione e orientamento più efficaci per consentire alla manodopera espulsa di trovare a breve una ricollocazione professionale».

Milena Demozzi ricorda poi che tra poche settimane, alla metà di luglio, si concluderà il periodo di cassa integrazione straodinaria per i 38 dipendenti dello stabilimento Valman di Mezzolombardo, chiuso nel giugno di un anno fa. «Anche in questo caso – conclude Demozzi – va attivato immediatamente il supporto dell'Agenzia del lavoro, in modo da limitare l'impatto sulle condizioni materiali di queste famiglie e su quelle sociali di tutta la comunità della Rotaliana. Insomma, si deve agire per tempo sostenendo gli sforzi di queste lavoratrici e di questi lavoratori per trovare una nuova occupazione».

15 maggio 2008

 

 

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