NEWS

Trasferimento carcere. Dellai rassicura i lavoratori

Dopo il presidio in via Pilati, nel pomeriggio l'incontro con il presidente della Provincia

Trasferimento carcere. Dellai rassicura i lavoratori

 

Dichiarazioni di Gianpaolo Mastrogiuseppe (Fp Cgil del Trentino)

(nella foto la posa della prima pietra del nuovo carcere a Spini di Gardolo)

 

«Dopo il sit-in dei dipendenti dell'amministrazione penitenziaria, che in mattinata hanno protestato contro l'incerta tempistica del trasferimento del carcere di via Pilati nella costruenda struttura detentiva di Spini di Gardolo, nel pomeriggio una delegazione dei sindacati che rappresentano la Polizia Penitenziaria e il Comparto Ministeri, è stata ricevuta dal presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai, accompagnato dall’architetto Pisetta.

Il presidente ha garantito che l’accordo raggiunto – anche se non ancora formalizzato – secondo cui la chiusura del carcere di via Pilati viene posticipata dal luglio 2008 al settembre 2009, non prevede alcuna mobilità del personale. Inoltre, la data del settembre 2009 non è così rigida e potrebbe anche slittare fino alla fine dell’anno.

Il personale sarà impegnato nel trasloco, gestito dalla Provincia, presso la nuova struttura e quindi non dovrebbe esserci il pericolo, per lo stesso, del trasferimento temporaneo presso altre strutture del Triveneto.

Al contempo il presidente Dellai e i suoi tecnici hanno fornito informazioni che non sono mai ufficialmente pervenute dall’Amministrazione penitenziaria rispetto alla capienza dell’istituto che dovrebbe contenere circa 240 detenuti: 100 celle doppie per il braccio maschile, 20 singole per quello femminile e 20 singole per i semiliberi. Hanno anche garantito la consegna dei 70 alloggi per il personale entro il 10 gennaio 2009.

Il personale ora attende l’incontro con il Provveditore Regionale dell’amministrazione Penitenziaria che mercoledì 21 maggio dovrà spiegare come mai il Dipartimento demanda allo stesso Provveditore di concordare la mobilità del personale, mentre l’istituzione locale afferma e garantisce cose diverse.

La presenza del reparto femminile e il cospicuo numero di alloggi demaniali fa inoltre sorgere il sospetto che anche il carcere di Via Prati a Rovereto potrebbe essere coinvolto. A questo proposito la Provincia non conferma, né smentisce. Anche di questo chiederemo lumi al Provveditore Regionale».

16 maggio 2008

 

 

TORNA SU