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Energia. Cerutti (Filcem Cgil): “Investimenti e giù i costi per le imprese”

Giovedì a Roma si apre la procedura per la nascita di Hde, la new.co tra Dolomiti Energia e Enel, grazie alla quale le centrali idroelettriche torneranno al Trentino. Cerutti: “Per la fusione tra De e Ts serve chiarezza”

Energia. Cerutti (Filcem Cgil): “Investimenti e giù i costi per le imprese”

A seguito degli accordi del 24 aprile scorso tra i vertici di Dolomiti Energia e di Enel produzione per la costituzione della nuova società Hde, Hydro Dolomiti Enel srl, gli impianti idroelettrici sul territorio (29 centrali per una potenza complessiva di 1.400 megawatt), entro il mese di maggio verranno conferiti ad Hde.

Per formalizzare il passaggio, giovedì 8 maggio a Roma, presso la sede di Enel spa, è previsto un incontro sindacale per l'avvio della procedura di trasferimento del ramo d'azienda. «Tale passaggio – commenta il segretario della Filcem Cgil del Trentino, Mario Cerutti - è di fondamentale importanza. Sono coinvolte più regioni, in specifico il Trentino – Alto Adige con le due Provincie Autonome, il Veneto e la Lombardia e sul tappeto ci sono ancora alcune questioni organizzative, sia riguardo le diverse tipologie produttive presenti, sia rispetto alla stessa composizione azionaria di Hde. Dal punto di vista sindacale, la riunione dovrà poi mettere nero su bianco il rispetto di tutti gli istituti contrattuali di cui godono i lavoratori impiegati oggi da Enel nelle centrali trentine. A questo proposito abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni e ci sono tutti i presupposti per aprire delle positive relazioni sindacali con il nuovo soggetto aziendale».

Per la Filcem Cgil del Trentino, la costituzione di Hde potrà avere rilevanti ricadute socioeconomiche sul territorio trentino. Ma perché ciò si concretizzi è necessaria la rapida definizione di un piano industriale. «Vanno infatti poste le basi – precisa Cerutti – per il mantenimento di un'alta capacità di generare profitti, per un altrettanto elevato livello di investimenti e per un miglioramento dei livelli occupazionali e della gestione delle risorse umane in questo settore. Solo così la soggettività elettrica del Trentino porterà i frutti che tutti auspichiamo».

Rispetto alle possibili ricadute sul territorio, il sindacalista sollecita un impegno a favore del tessuto produttivo locale, in particolar modo quello manifatturiero, che oggi paga costi energetici più alti del contesto dell'Unione Europea. «Si tratta – ricorda Cerutti – di percentuali tra il 10 e il 40% di spese aggiuntive. Non si tratta di fornire energia gratis, ma per abbattere questi oneri che frenano lo sviluppo, serve intervenire sul versante dell'efficienza di sistema».

Mentre si va definendo il passaggio alle società trentine dell'intero patrimonio idroelettrico locale, sembra sempre più vicina anche la fusione tra Dolomiti energia e il Gruppo Trentino Servizi spa. Su questo fronte, Cerutti chiede chiarezza su due aspetti, uno organizzativo, l'altro di governance. «La fusione – avverte il sindacalista - non può limitarsi a ricreare su scala minore una specie di “Enel provinciale”, raggruppando la cosiddetta “filiera elettrica”. È infatti strategico fare un ragionamento più complessivo prevedendo l'intreccio delle varie reti di distribuzione, comprendendo quindi la rete del gas, come lo stesso ciclo e gestione dell'acqua».

Sul versante della futura governance aziendale, il sindacalista della Filcem non si nasconde qualche preoccupazione. «Auspichiamo – spiega – che non riemergano le difficoltà sorte durante l'iter di definizione del Piano provinciale della distribuzione, quando rivendicazioni di tipo politico e territoriale hanno condizionato lo stesso cammino di approvazione, oggi non ancora concluso. Al tempo stesso, deve essere chiaro il ruolo e il peso degli enti locali, dei vari enti funzionali e delle altre multiutility, al fine di evitare inutili sovrapposizioni istituzionali o conflitti di competenza».

6 maggio 2008

 

 

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