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Educazione motoria. Flc Cgil: “Preoccupazione per la sperimentazione alle elementari”

Nella scuola primaria trentina verranno utilizzati insegnati delle medie e delle superiori

Educazione motoria. Flc Cgil: “Preoccupazione per la sperimentazione alle elementari”

Il 28 marzo 2008 scorso, la Giunta provinciale ha dato avvio, per un periodo massimo di tre anni, ad una sperimentazione che prevede, per le classi quinte della scuola primaria, l’introduzione dell’insegnamento di due ore settimanali di attività motoria con l’utilizzo di docenti di educazione fisica delle scuole medie e superiori.

La Flc Cgil, più volte, ha contestato nel merito questa decisione per diverse ragioni. In primo luogo il sindacato Cgil della scuola considera lesivo delle prerogative e delle competenze che l'autonomia scolastica conferisce al Collegio docenti l'imposizione della sperimentazione alle scuole da parte della Provincia di Trento. Con questo provvedimento, inoltre, si superano gli Ordinamenti nazionali in quanto per la prima volta si prevede la sostituzione degli insegnanti delle elementari con quelli della scuola secondaria. Ciò produrrà inevitabilmente una riduzione dell'organico della scuola primaria e sicure conseguenze anche a carico dell'organizzazione didattica della scuola media.

Fino ad oggi per accedere ai posti della scuola primaria era necessario aver conseguito il titolo specifico, cioè il diploma magistrale o la laurea in Scienze della Formazione Primaria. La logica sottesa a questa delibera è che un docente specializzato in una particolare disciplina ha più competenze per insegnarla. Si parte con l'educazione motoria, ma lo stesso principio potrebbe valere in un futuro non lontano anche per la lingua straniera, la musica, l'educazione all'immagine, la lingua italiana, la matematica, ecc.

Ciò vuol dire non riconoscere la professionalità degli insegnanti della scuola primaria “specializzati” per l'insegnamento nella scuola primaria. Con questa delibera, la Provincia spinge evidentemente verso una secondarizzazione della scuola primaria. Nessuno nega l’importanza dell’educazione fisica o dell’educazione musicale, o artistica, o quant’altro. Ma segmentare gli insegnamenti in questo ciclo (prevedendo anche l’esternalizzazione senza compresenza) non fa bene né alla crescita degli alunni, né alla professionalità dei docenti.

Qualche decina di anni fa la Provincia aveva promosso dei corsi di educazione motoria per insegnanti elementari che volevano approfondire l’insegnamento dell’educazione fisica in collaborazione con il Coni. Questi corsi hanno permesso a parecchi docenti di insegnare e valorizzare (come si vorrebbe ora) questa materia. Da alcuni anni tale insegnamento è stato interrotto, nonostante una grande esperienza maturata e i molti soldi pubblici spesi. Perché non riprendere questa buona pratica, tornando a formare gli insegnanti della scuola primaria?

5 maggio 2008

 

 

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