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La riforma in pillole

Calcolo dell'inflazione, triennalizzazione, accorpamento dei contratti e nuove norme su rappresentanza e democrazia sindacale tra le novità del documento di Cgil Cisl Uil

La riforma in pillole

Il CCNL
I compiti fondamentali del contratto nazionale (CCNL) "sono il sostegno e la valorizzazione del potere d’acquisto per tutti i lavoratori di una categoria in ogni azienda e in ogni parte del Paese, la definizione della normativa nazionale e generale, la regolazione del sistema di relazioni industriali a livello settoriale, aziendale o territoriale. I contratti nazionali potranno prevedere che la contrattazione salariale del secondo livello si sviluppi a partire da una quota fissata dagli stessi CCNL. Il modello del settore pubblico dovrà adottare regole analoghe a quelle del settore privato.

Riduzione dei contratti
I sindacati ritengono inoltre necessaria una "verifica in ordine alla razionalizzazione delle aree di copertura dei CCNL (oltre 400) prevedendo la possibilità di accorpamenti".

Un nuovo calcolo dell'inflazione
Sulla parte economica "occorre recuperare l’attendibilità della natura di inflazione a cui fare riferimento ed ancorare il sostegno del salario a criteri credibili definiti e condivisi". Per questo va utilizzato un concetto di “inflazione realisticamente prevedibile” partendo dall’"adeguamento degli attuali indicatori di inflazione (utilizzando altri indicatori certi quali il deflatore dei consumi interno o l’indice armonizzato europeo corretto con il peso dei mutui)".

Contratti triennali
Va inoltre previsto - si legge sempre nel documento - "il superamento del biennio economico e la fissazione della triennalità della vigenza contrattuale, unificando così la parte economica e normativa". Considerando anche "l’introduzione di penalizzazioni in caso di mancato rispetto delle scadenze".

Il secondo livello: aumentare la detassazione
"Va sostenuta - si legge ancora - la diffusione qualitativa e quantitativa del secondo livello di contrattazione. Vanno rafforzati gli strumenti già definiti dall’accordo del 23 luglio 2007 (decontribuzione pienamente pensionabile) con misure aggiuntive di detassazione. Va affermata per via pattizia l’effettività e la piena agibilità del secondo livello di contrattazione. I contratti nazionali, prosegue il testo, "dovranno prevedere, in termini di alternativita’, la sede aziendale o territoriale. Quest’ultima deve potersi dispiegare in una molteplicità di forme: regionale, provinciale, settoriale, di filiera, di comparto, di distretto, di sito. Questi obiettivi insieme danno compiutezza ed equilibrio al sistema contrattuale proposto. La contrattazione accrescitiva di secondo livello sarà incentrata sul salario per obiettivi rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività, efficienza, efficacia. Il legame tra quote di salario e il complesso degli obiettivi di un’impresa richiede trasparenza sul quadro economico-finanziario e di bilancio, rispetto dei tempi delle verifiche e una più approfondita qualità dei processi di informazione e consultazione (assetti societari, situazioni debitorie e finanziarie)".

Rappresentanza e rappresentatività
"La riforma sulla rappresentanza - sottoscrivono i sindacati - va attuata per via pattizia attraverso un accordo generale quadro". Per il settore pubblico il documento conferma l’Accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998 e la vigente legge sulla rappresentanza, mentre per il privato indica nel CNEL l’istituzione che "certifichi la rappresentanza e la rappresentatività delle relative organizzazioni sindacali". Il CNEL dovrà quindi "diventare l’istituzione certificatrice di ultima istanza della rappresentanza e della rappresentatività delle organizzazioni".

Democrazia sindacale
Per quanto riguarda gli accordi generali sottoscritti dalle confederazioni, il documento unitario prevede che
vengano proposti unitariamente dalle segreterie, e dibattuti negli organismi direttivi interessati i quali approvano le piattaforme da sottoporre successivamente alla consultazione dell’insieme dei lavoratori e dei pensionati.
"Tutto il percorso negoziale, dalla piattaforma alla firma, deve essere accompagnato da un costante coinvolgimento degli organismi delle Confederazioni, prevedendo momenti di verifica degli iscritti, e assemblee di tutti i lavoratori e pensionati". Le segreterie quindi assumono le ipotesi di accordo, le sottopongono alla valutazione e approvazione dei rispettivi organismi direttivi per il mandato alla firma da parte delle stesse, previa consultazione certificata fra tutti i lavoratori, lavoratrici, pensionate e pensionati.

Per quanto riguarda gli accordi di categoria, le federazioni di categoria "definiranno specifici regolamenti sulle procedure per i loro rinnovi contrattuali al fine di coinvolgere sia gli iscritti che tutti i lavoratori e le lavoratrici. Tali regolamenti dovranno prevedere sia il percorso per la costruzione delle piattaforme che per l’approvazione delle ipotesi di accordo. Insieme le categorie definiranno regole e criteri per l’elezione delle RSU e per una loro generalizzazione".

(da Rassegna.it, 7 maggio 2008) 

 

 

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