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Primo maggio. Premiate le migliori tesi sul lavoro

A tre neolaureati un assegno di mille euro. La ricerca del professor Schizzerotto: “Le imprese locali ogni anno assorbono più laureati di quante ne sforni l'ateneo trentino”. Ma i giovani faticano a trovare impieghi stabili

Primo maggio. Premiate le migliori tesi sul lavoro

Un confronto tra sindacati europei e americani, l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate e le funzioni dei consulenti del lavoro. Sono i titoli delle tre migliori tesi sul mondo del lavoro prodotte quest'anno dall'Università di Trento. Gli autori delle ricerche - rispettivamente Francesco Mongera, Caterina Pedrotti e Dimitri Toaldo - sono stati premiati dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino e dal rettore dell'ateneo trentino.

Sul tema del lavoro con un occhio di riguardo alla condizione occupazionale dei giovani, prima della cerimonia di premiazione, è intervenuto il professor Antonio Schizzerotto. Secondo il docente di sociologia la disoccupazione giovanile in Trentino, ferma nel 2007 al 6,2 percento, non è strutturale. In pratica è limitata nel tempo e più che altro si traduce in un periodo di orientamento alla scelta professionale.

A prima vista sono proprio i giovani laureati ad avere le maggiori difficoltà nell'inserimento nel mercato del lavoro. Infatti i giovani meno qualificati trovano più velocemente lavoro. «Si tratta – ha spiegato Schizzerotto – di un fenomeno apparente. Infatti entro pochi mesi dal conseguimento del titolo di studio, i laureati trovano occupazione».

Investire nella propria istruzione è quindi sempre più conveniente. Prova ne sia il tasso di assunzione di laureati nelle aziende trentine. «Le imprese locali – ha affermato Schizzerotto – assumono ogni anno più laureati di quanti ne sforni l'Università di Trento. Così si sfata anche il mito che le aziende cercano più operai qualificati che laureati».

C'è però il problema precarietà. I giovani in Italia e in Trentino impiegano in media 2 anni e mezzo per ottenere un contratto di lavoro stabile. E ciò si traduce, secondo il docente di sociologia, in un disincentivo ad uscire dalle mura domestiche, costituire una famiglia e fare figli.

30 aprile 2008

 

 

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