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Sepr Italia. Cerutti (Filcem Cgil): “Due ore di sciopero per l'integrativo”

Il sindacato protesta contro la richiesta della proprietà di sospendere l'applicazione del contratto integrativo per i nuovi assunti. Cerutti: “E' una proposta irricevibile. Vogliamo certezze sugli investimenti”

Sepr Italia. Cerutti (Filcem Cgil): “Due ore di sciopero per l'integrativo”

Due ore di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro il prossimo 24 aprile. E' questa la decisione dell'assemblea dei lavoratori dello stabilimento Sepr Italia di Mezzocorona. Nell'ultimo confronto con l'azienda del gruppo Saint Gobain, la proprietà ha vincolato la sottoscrizione del nuovo contratto integrativo di secondo livello all'esclusione dall'applicazione dello stesso di tutti i lavoratori assunti da qui in avanti. In pratica i neoassunti potranno beneficiare solo dei trattamenti economici e normativi del contratto collettivo nazionale.

«L'assemblea dei lavoratori – spiega Mario Cerutti – ha giustamente ritenuto irricevibile la proposta dell'azienda. Sepr Italia ha giustificato la richiesta di sospensione sine die, sostenendo di dover garantire alla casa madre francese, Saint Gobain, una significazione riduzione dei costi d produzione. Sepr Italia non vuole discutere neppure la possibilità di una sospensione limitata nel tempo. Ci chiedono quindi di tagliare il costo del lavoro per rendere più concorrenziale l'azienda rispetto agli altri stabilimenti del gruppo presenti nel mondo. E lo fanno proprio ora che il contratto di secondo livello deve essere rilanciato per garantire salari più alti».

La Sepr di Mezzocorona occupa attualmente 140 lavoratrici e lavoratori e produce materiali refrattari per altoforni. La richiesta dei vertici aziendali allarma la Cgil, anche perché segue all'apertura, lo scorso anno, di una procedura di mobilità per 15 impiegati.

«Abbiamo chiesto all'azienda – conferma Cerutti – di aggiornare il piano industriale e di prevedere nuovi investimenti. Ma Sepr Italia non ci ha dato risposta. Siamo quindi preoccupati. Quella di giovedì 24 aprile sarà solo la prima delle iniziative di lotta, se a breve non riceveremo risposte chiare alle nostre richieste».

16 aprile 2008

 

 

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