NEWS

Cooperative sociali. Sciopero il 4 aprile per il contratto.

27 mesi senza contratto sfiancano anche i lavoratori più pazienti. Venerdì presidio sotto la sede della federazione trentina delle Cooperative

Cooperative sociali. Sciopero il 4 aprile per il contratto.

In una Sala Gabardi gremita in ogni ordine di posti, le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali della provincia di Trento si sono riuniti oggi in assemblea per parlare di sciopero.

 

 

Le retribuzioni del settore, già normalmente inadeguate (i lavoratori percepiscono salari che non superano i 900 euro medi mensili lordi) rispetto alle attività svolte e alle professionalità presenti nelle cooperative sociali, sono messe a durissima prova dall’attuale ritardo nel rinnovo del contratto che pone pesanti interrogativi sulla capacità degli addetti del settore di fronteggiare gli aumenti del costo della vita attualmente in corso.

Su questo, la posizione delle cooperative sociali a livello nazionale è del tutto ambigua: pur riconoscendo l’emergenza salariale degli addetti del settore e palesando, a parole, una disponibilità a una definizione rapida del rinnovo contrattuale, alla prova dei fatti le coop. respingono ogni ipotesi di miglioramento economico, dissentendo su ogni proposta delle Organizzazioni sindacali: non solo sulla parte normativa, ma anche sul sistema di classificazione, già presente con successi in altri contratti dello stesso tipo, e pure – cosa gravissima – negando di fatto un recupero delle retribuzioni non aggiornate del 2006 e 2007, proponendo un adeguamento omnicomprensivo a partire dal 2008, spalmato sull’intero biennio.

Tutto questo non è più accettabile e ha portato alla giornata di sciopero del 4 aprile prossimo. Per questo, oltre allo sciopero, sarà effettuato un presidio sotto la Federazione Trentina delle Cooperative in via Segantini 10 a Trento, a partire dalle 10 della giornata del 4 aprile.

Ad aggravare la situazione complessiva si aggiunge, a ogni livello e pure in Trentino, quella che può essere definita, a voler essere comprensivi e non maliziosi, una preoccupante sottovalutazione dello sciopero e delle modalità di svolgimento della mobilitazione. Pressoché tutte le cooperative infatti non applicano le norme sul diritto di sciopero e passano al lavoratore unicamente, in maniera più o meno minacciosa, la convinzione della impossibilità di esercitare il proprio diritto di astenersi dal lavoro. Non è così.

È bene ricordare a tutti, ai lavoratori in primis ma soprattutto a datori di lavoro e agli enti gestori, che solo il dipendente sottoposto (in maniera espressa e scritta) a contingentamento, in quanto svolgente prestazioni indispensabili - in pratica interventi non rinviabili - sono impossibilitati a fare sciopero e devono recarsi al lavoro: negli altri casi, quando ciò non venga comunicato, il lavoratore è libero di decidere, anche senza preavviso, quello che ritiene più giusto.

Su questo le OO.SS. stanno valutando, in ogni ente, il grado di attuazione della legge sul diritto di sciopero, pronti ad ogni azione, anche legale, per punire ogni abuso del diritto costituzionalmente garantito di astensione dal lavoro.

1 aprile 2008

 

 

TORNA SU