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Trentino trasporti. Sì all'omogenizzazione, niente sciopero

Trovato l'accordo conclusivo sull'omogenizzazione con il presidente di Trentino Trasporti, Vanni Ceola. I sindacati hanno quindi revocato l'agitazione prevista per domani. Beccati (Filt Cgil): “Abbiamo ottenuto quello che chiedevano i lavoratori”

Trentino trasporti. Sì all'omogenizzazione, niente scioperoSi è conclusa la trattativa per l'omogenizzazione dei trattamenti dentro Trentino Trasporti. Grazie all'accordo chiuso in extremis, è stato revocato lo sciopero dei lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico proclamato per venerdì 14 marzo dai sindacati di categoria – Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal. La decisione è arrivata giovedì pomeriggio dopoché azienda e sindacati hanno trovato l'intesa conclusiva. La decisione era nell'aria fino da martedì sera, quando la giunta provinciale avevano sbloccato la trattativa mettendo sul piatto ben 2,2 milioni di euro per l'avvio dell'omogenizzazione dei trattamenti economici e normativi. Queste ultime ore di trattativa sono servite a limare i termini di un accordo particolarmente complesso che giunge a ben sei anni dalla fusione di Trento Malé e Atesina. La questione omogenizzazione infatti era rimasta insoluta fin dal 2002 quando la Provincia diede vita alla Trentino Trasporti, mantenendo però in vigore due contratti aziendali distinti. Ora invece le differenze tra dipendenti della ex Trento Malé e della ex Atesina scompariranno e tutti i lavoratori godranno di un contratto unico. Per arrivare alla conclusione della trattativa il presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai e l'assessore ai trasporti Franco Panizza hanno concesso uno stanziamento straordinario tra i 2 e i 2,2 milioni di euro. Tradotti in aumenti pro capite, in media i 1.200 dipendenti della società riceveranno ciascuno circa 140 euro mensili in più in busta paga. «Abbiamo finalmente ottenuto – spiega Antonio Beccati, segretario della Filt Cgil – quello che insieme ai lavoratori chiedevamo da anni, un contratto unico, con uno stanziamento di risorse utile a dare risposte alle esigenze dei dipendenti, ma anche a garantire un servizio pubblico di qualità». Tra i sindacati c'è quindi soddisfazione per la conclusione della vicenda, sebbene il rinnovo del contratto aziendale scaduto da circa due anni, sia stato rimandato di qualche mese. Si tornerà a parlarne quando la Provincia procederà alla separazione dei due rami d'azienda, quello per la gestione del servizio di trasporto pubblico vero e proprio, e quello per la gestione del patrimonio. Una scelta indispensabile questa, secondo la PAT, per continuare a gestire in house il servizio di trasporto pubblico. 13 marzo 2008

 

 

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