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Industria. Cala l'incidenza del costo del lavoro sui fatturati

Analisi Cgil sui dati della Camera di commercio. Tra il 2000 e il 2005 fatturati su del 27,8% nel manifatturiero e del 41,1% nelle costruzioni. Cala l'incidenza del costo del lavoro sui fatturati.

Industria. Cala l'incidenza del costo del lavoro sui fatturatiTra il 2000 e il 2005, in un periodo di bassa crescita dell'economia, i fatturati delle imprese industriali in Trentino sono continuati a crescere, sia nel manifatturiero (+27,8%) che nelle costruzioni (+41,1%). Aumenta anche il costo del lavoro, ma ad un livello più basso, tanto che l'incidenza dei costi di produzione si riduce. È quanto emerge da un analisi della Cgil del Trentino, curata da Franco Ischia, sui dati della Camera di Commercio di Trento e pubblicati annualmente nella rivista “L'industria nei comprensori della Provincia di Trento”. «I dati della Camera di Commercio – spiega Franco Ischia che della Cgil è responsabile del dipartimento industria e lavoro – ci permettono di valutare la dinamica del fatturato e del costo del lavoro nell'industria trentina con più di dieci dipendenti tra il 2000 e il 2005. Ne risulta un quadro complessivamente positivo, in linea con quello che emerge dall'analisi dei bilanci delle aziende industriali in provincia. Positivo perché, nonostante tra il 2002 e il 2005 il Pil provinciale aggregato sia aumentato in modo infinitesimale (+0,5%), i fatturati sono cresciuti. Allo stesso tempo le retribuzioni e il costo del lavoro hanno diminuito la loro incidenza sugli introiti delle imprese». Nonostante le aziende considerate non sia esattamente le stesse, in quanto ci sono state sia uscite che nuove entrate, i dati annuali della Camera di Commercio sono sostanzialmente confrontabili, anche perché il campione interessa la gran parte della struttura industriale trentina (30-31 mila dipendenti interessati su 32 mila totali dell’industria). «Chiaramente – avverte Ischia - va tenuto presente che i dati sono medi e che nei diversi comparti sono presenti aziende profondamente diverse, per dimensione, tipologia produttiva, capitalizzazione, ecc.» Ma ora guardiamo i dati nel dettaglio. Il fatturato per dipendente Nel settore manifatturiero, dal 2000 al 2005, il fatturato per dipendente è passato da 204.000 euro a 260.750 euro con un incremento del 27,8% (l’inflazione nello stesso periodo è stata del 10,89%, la crescita aggregata del Pil è stata pari al 3,8 percento). I comparti con incrementi maggiori sono stati il metallurgico (+143%), la fabbricazione di altre macchine (+86%), il tessile comprese le fibre (+69%); l’unico con una riduzione è stato quello della carta e stampa (-7,6%); quelli con crescita contenuta, la lavorazione di minerali non metalliferi (+7,9%), il legno (+11,9%). Nel settore delle costruzioni il fatturato per dipendente è passato dai 123.000 euro del 2000 ai 173.500 euro del 2005, con una crescita del 41,1%. Nel settore della installazione impianti il fatturato per dipendente è passato dai 110.000 euro del 2000 ai 130.000 euro del 2005 con una crescita del 18,2%. Il comparto delle costruzioni cresce significativamente e costantemente, mentre quello della installazione impianti meno della metà. La dinamica della crescita è più contenuta negli anni 2001 e 2002 e gradualmente più significativa negli anni successivi. C’è un solo settore che è in costante decrescita ed è il cartario e stampa, che nel 2000 era quello con maggiore fatturato per addetto e nel 2005 si trova solo un po' sopra la media del manifatturiero. Il costo lavoro per dipendente Nello stesso periodo il costo lavoro nel manifatturiero nel suo complesso è passato da 32.000 euro a 36.300 euro con un incremento del 13,4%; la dinamica del reddito lordo (compreso il Tfr) dovrebbe essere stata leggermente superiore, in quanto c’è stata nel 2001 una riduzione della contribuzione a carico delle aziende dello 0,8% (dal 33,5 al 32,7%). I comparti con incrementi maggiori sono stati il metallurgico (+24,9%), l'alimentare (+24,6%), la chimica-gomma (+23,8%), la fabbricazione prodotti in metallo (+21,5%). Quelli con minori incrementi il legno (+7,8%), fabbricazione macchine e prodotti meccanici (+7,5%). Vicini alla media il tessile (+11,4%) e la carta e stampa (+15,8%). Nel comparto delle costruzioni la crescita è stata del 32%, mentre nella installazione impianti è stata del 18,5%. I settori con costo del lavoro (e quindi con reddito lordo) più basso sono il legno dove un dipendente costa nel 2005, 30.000 euro, la installazione impianti dove costa 31.400 euro. Quelli con costo del lavoro pro capite più alto sono la carta e stampa con 41.700 euro nel 2005, la chimica-gomma con 39.000 euro, metallurgico e lavorazione materiali non metalliferi con 38.100 euro, l’estrattivo con 37.650 euro. Nel settore delle costruzioni un lavoratore medio costa nel 2005 33.200 euro, nella installazione impianti 31.400 euro. Confronto tra le dinamiche del fatturato e del costo del lavoro pro capite Mettendo a confronto l’incidenza del costo del lavoro sul fatturato pro capite 2000 e 2005, si nota un recupero del 11,3% medio nel manifatturiero, del 22,7% nell’estrattivo, del 5,8% nelle costruzioni. Stabile invece l'incidenza del costo del lavoro (-0,3%) nella installazione impianti. Nel manifatturiero solo nei comparti carta e stampa (-25,4%) e lavorazione dei minerali non metalliferi (-10,4%) l’incidenza del costo del lavoro sul fatturato è aumentata. In tutti gli altri comparti è diminuita. Meno nel legno (3,7%) e fabbricazione macchine e prodotti meccanici (5,3%). Di più nel metallurgico (48,6%), tessile (34,1%), estrattivo (22,7%), fabbricazione prodotti in metallo (20,4%). 17 marzo 2008

 

 

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