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Territorio, occasione di rinnovamento e laboratorio di democrazia

Il 3 aprile Conferenza di organiz- zazione della Cgil del Trentino a Riva. Tesseramento, oltre 39mila iscritti.

Territorio, occasione di rinnovamento e laboratorio di democraziaTerritorio, rinnovamento e democrazia. Sono queste le parole d'ordine del lungo percorso di confronto e discussione che si apre in questi giorni dentro la Cgil e che culminerà il prossimo 3 aprile al Centro Congressi di Riva del Garda con la conferenza di organizzazione provinciale. A maggio poi sarà la volta dell'assemblea nazionale che chiuderà a Roma la conferenza d'organizzazione della Cgil. Quello che sta per partire sarà un appuntamento pieno di significati per la Cgil nazionale e per quella del Trentino. A quasi 15 anni dall'ultima conferenza di organizzazione, il sindacato rimette in discussione il proprio modello organizzativo con il duplice obiettivo di rinvigorire le proprie radici e di rinnovarsi dalle fondamenta per affrontare le sfide imposte dagli incessanti mutamenti sociali ed economici innescati dal processo di globalizzazione dell'economia. La sfida del cambiamento In questi quindici anni la geografia politica ed economica del globo è stata rivoluzionata. Il mondo del lavoro è entrato in una nuova fase, ricca sì di opportunità ma anche carica di incognite. Le ingiustizie e le disparità sociali non sono scomparse. Semmai hanno cambiato veste. Se, fortunatamente, ciò vale solo in maniera ridotta per Trentino lo si deve alla disponibilità a rimboccarsi le maniche delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, alla saldezza delle istituzioni locali, alla vitalità del tessuto produttivo e alla ricca tradizione solidaristica della nostra terra. Ciò non significa che i buoni livelli di coesione sociale di oggi, si possano dare per acquisiti una volta per tutte. Per riaffermare, dentro l'impegno comune allo sviluppo, le ragioni dell'uguaglianza delle opportunità, della difesa dei sistemi di welfare universali, della promozione dei diritti e delle tutele di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, la Cgil anche nella nostra provincia vuole accettare la sfida del cambiamento. Lo fa ponendo al centro i luoghi di lavoro e il territorio, in quanto laboratori di democrazia e occasione di rinnovamento. Ripartire dal territorio. Le Comunità di valle Si parte quindi da un rinnovato impegno nel coinvolgimento dei delegati eletti nei luoghi di lavoro ma anche dalla novità rappresentata dalle Comunità di valle, l'ente intermedio tra Provincia e comuni nato dalla riforma delle istituzioni locali. Le Comunità dovranno dimostrare di saper superare nei fatti i limiti dei vecchi comprensori e dar prova di un'effettiva capacità di autogoverno in nome del principio di sussidiarietà. Pur restando critica verso le Comunità, la Cgil intende però accettare la sfida della riforma istituzionale, proprio perché non vuole che si ripetano gli errori del passato, quando nel corso degli anni i comprensori hanno perso le proprie prerogative e sono stati lentamente svuotati delle loro originarie funzioni. La Cgil, con la conferenza d'organizzazione, punta quindi a riposizionare la propria presenza sul territorio. Il documento, su cui i delegati dovranno esprimersi, propone di dar vita a nove camere del lavoro territoriali che, adattandosi all'articolazione delle comunità di valle, garantiscano il radicamento del sindacato sul territorio, coinvolgendo i delegati presenti nei singoli ambiti e sostenendo l'impegno sindacale delle categorie, oggi più che mai decisivo anche a livello locale. Nasce così una nuova confederalità più radicata sul territorio, più democratica e più vicina alle reali condizioni del lavoro in Trentino. Con le Comunità di valle, la Cgil scommette sulla negoziazione sociale, a partire dai temi dei servizi pubblici e del welfare, sui quali si misura la capacità del sindacato di difendere i redditi da lavoro e da pensione e di promuovere pienamente i diritti di cittadinanza. Il rinnovamento Per raggiungere obiettivi così ambiziosi non basta cambiare modello organizzativo, bisogna puntare ad un rinnovamento a 360 gradi. La Cgil ne è consapevole. L'impegno è quello di coinvolgere sistematicamente i giovani, le donne, i lavoratori migranti – i soggetti più deboli anche nel mercato del lavoro trentino - sostenendone le sacrosante rivendicazioni ad avere occupazioni stabili e non precarie, a godere di reali possibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro e a poter esercitare i proprio diritti grazie a politiche di integrazione che rendano il Trentino una terra sempre più accogliente. Ma compito della Cgil sarà anche quello di aumentare la qualità dei propri servizi, già oggi a livelli eccellenti, e dell'impegno sindacale. Per questo va riempita “la cassetta degli attrezzi” di funzionari e delegati. La Cgil sta quindi ampliando progressivamente la propria offerta formativa ed ha l'ambizione di dotarsi di nuovi strumenti di ricerca sociale, senza i quali le armi del sindacato sono spuntate. Il tutto dentro un rinnovato patto di collaborazione con le confederazioni sindacali di Cisl e Uil. Pur essendo la più grande organizzazione sociale del Trentino, la Cgil sa infatti che solo insieme si possono vincere le sfide che attendono il mondo del lavoro e tutta la società trentina. I numeri della Cgil del Trentino Come detto, la conferenza d'organizzazione della Cgil del Trentino sarà un appuntamento fortemente partecipato e democratico come nella tradizione del sindacato italiano. Saranno quasi 1.370 i delegati delle 12 categorie sindacali ad animare la discussione sul futuro della Cgil del Trentino. La platea dell'assemblea a Riva invece sarà composta da circa 300 delegati di cui 200 saranno eletti direttamente dalle assemblee di categoria o designati del sistema dei servizi Cgil (patronato Inca, Caaf e Ufficio vertenze legale). I delegati rappresenteranno l'universo degli aderenti alla Cgil del Trentino che, con il tesseramento 2007, hanno sfondato il muro dei 39mila iscritti. Per la precisione al 31 dicembre 2007 la Cgil contava 39.107 aderenti. Per il 66,8% si tratta di lavoratori attivi. I pensionati rappresentano il 33,2% del totale. Tra le categorie più rappresentate è ancora l'industria nelle sue diverse articolazioni – dal settore meccanico a quello edile passando per l'agroalimentare – a farla da padrone. Con 14.069 iscritti questi settori rappresentano il 39,9% degli aderenti alla Cgil provinciale. Seguono poi i pensionati con il 32,2%, i pubblici dipendenti (sanità, amministrazioni pubbliche e scuola) con il 16,3% e il terziario con il 13,5%. Intanto la Cgil del Trentino sta terminando la riorganizzazione del proprio sistema informatico per la gestione dell'anagrafe degli iscritti. Nelle prossime settimane verranno pubblicati i dati dettagliati, potendo suddividerli per età, provenienza geografica, sesso e quant'altro. Ma fin da ora, dall'anagrafe degli iscritti emerge un quadro sufficientemente preciso, sulla base del quale la Cgil orienterà le sue politiche di coinvolgimento. Tra i lavoratori attivi il 65,5% degli iscritti sono uomini, mentre le donne rappresentano il 34,5%. Ma ben in 6 categorie su 12 le iscritte donne sono più dei colleghi maschi. La percentuale di donne iscritte cresce tra i pensionati fino a giungere al 44,7% del totale. I pensionati uomini sono quindi il 55,3%. Tra le fila degli iscritti alla Cgil del Trentino, il 10,7% proviene da paesi stranieri, siano questi comunitari o extracomunitari. Ma un altro dato molto significativo è quello della distribuzione per residenza sul territorio. Solo il 47,8% degli iscritti vive nelle aree urbane di Trento e di Rovereto. Con il 52,2%, la maggioranza degli iscritti alla Cgil abita nelle valli e nelle periferie del Trentino. Un motivo in più per investire sul territorio.

 

 

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