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Cipriani, tutti senza stipendio

Montani: "La cassa non arriva e il Comune li ha abbandonati"

Cipriani, tutti senza stipendio«Se il Comune di Ala avesse la metà della sensibilità dimostrata nel chiedere i danni a Cipriani, anche nei confronti dei lavoratori dell'azienda, non farebbe un soldo di danno». Stefano Montani, Cgil, non ci va leggero. E lo fa perché a lui non interessano né accuse né processi: quello è materiale per la magistratura. Saranno i giudici a decidere, nell'ambito del processo che si è aperto giovedì, se c'è stato o meno inquinamento. Quel che gli preme davvero sono i lavoratori. E quei lavoratori, adesso, sono soli. L'occhio di bue dell'attenzione pubblica si è spostato: la gente pensa più al processo che al futuro della ditta. Eppure qualcosa da dire c'è. Innanzitutto i soldi. Che i 19 dipendenti Cipriani non hanno più visto:sulla carta dovrebbero essere in cassa integrazione da dicembre. Ma l'ok romano non c'è ancora, quindi dalla capitale nulla arriva. C'era, è vero, un accordo con Coperfidi: a fronte della richiesta di Cipriani, Coperfidi avrebbe dovuto anticipare i soldi ai lavoratori, salvo poi incassarli dall'Inps. Ma nell'ingranaggio qualcosa si è inceppato: «Non so chi non ha fatto la sua parte - spiega Montani - non so se i problemi sono in Coperfdidi, o se è Cipriani che non ha presentato domanda nei termini. Quel che so è che da dicembre i 19 lavoratori non vedono un euro. Certo, all'inizio sono andati avanti con l'anticipo del Tfr concesso dalla ditta. Ma ora la questione si fa critica». Critica è l'aggettivo giusto. E a preoccupare sono le prospettive. La cassa integrazione è stata chiesta fino a dicembre prossimo, poi partirà la mobilità. Ma in questi mesi dovrebbe partire il progetto di riconversione della distilleria. «La mia impressione è che l'azienda sia da sola. Così come gli operai. Perché il Comune non ha mai parlato con loro. Le uniche occasioni in cui li ha incontrati, è quando è stato chiamato dalla Cgil. E loro si sentono abbandonati. Perché il Comune c'è quando è ora di chiedere 5 milioni di danni, ma c'è meno quando si tratta di portare solidarietà. Loro, che sono le maggiori vittime della situazione, comunque vada». Dal canto suo, comunque, il Comune rigetta le critiche al mittente: «Non ce ne stiamo lavando le mani - spiega il sindaco Giuliana Tomasoni - siamo disponibili e l'abbiamo detto, sia a farci da tramite con la Provincia, sia a snellire le procedure. Ma il primo passo deve farlo Cipriani. Il progetto di riconversione deve partire da lì, non possiamo sostituirci all'azienda. E il personale, nel caso la ricenversione non funzioni, avrà tutto il nostro sostegno. Aiuteremo chi non può andare in pensione a trovare un'altra occupazione. Ma ora è presto. Dobbiamo aspettare i progetti di Cipriani».

 

 

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