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Economia e sviluppo. Purin (Cgil): “Un patto per sostenere la crescita”

Vertice con Provincia e Confindustria Purin: “Gli industriali investano di più”. Vescovi: "Facciamo miracoli".

Economia e sviluppo. Purin (Cgil): “Un patto per sostenere la crescita”
Sarà una primavera tiepida, se non fredda quella che attende l'economia italiana. Lo annuncia il commissario europeo Almunia che per l'Italia prevede una crescita zero nel primo trimestre 2008 e un magro +0,2% fino a giugno. L’avvio di una possibile fase di stagnazione dell'economia italiana preoccupa la Cgil del Trentino anche in considerazione del fatto che in provincia la dinamica del Pil dal 2000 in avanti è stata inferiore – ad esclusione del 2004 – o al massimo pari rispetto alla media italiana, già più bassa di quella europea. «Il Trentino – dichiara Ruggero Purin, segretario generale della Cgil del Trentino – deve crescere con più intensità. Dobbiamo riuscire a rafforzare la dinamica degli ultimi anni. E' il solo modo per garantire la crescita dei salari e la redistribuzione ai lavoratori. Senza crescita non c'è equità sociale e il Trentino ha tutte le potenzialità per rilanciare la propria economia a ritmi più elevati». Da sempre gli indici di sviluppo del Trentino sono stati estranei ai picchi che caratterizzano invece l'economia del Nord Est. Per esempio, mentre nelle Tre Venezie, tra il il 2000 e il 2002, il Pil è passato dal +4,5% al -0,8%, il tonfo in Trentino fu decisamente più attutito (da +2% a -0,2%). «Ma l'equilibrio virtuoso – spiega Purin – tra i diversi settori economici non basta più a garantire dinamiche di crescita pari a quelle delle regioni più avanzate d'Europa. Bisogna quindi sostenere la crescita con azioni mirate e di largo respiro. In questi anni la Provincia Autonoma di Trento ha operato molti investimenti nelle infrastrutture, nei sistemi di istruzione, nella ricerca e nell’innovazione, nelle reti, oltreché per favorire la crescita e l’apertura delle nostre imprese verso nuovi mercati internazionali anche se su quest’ultima questione non abbastanza. Sono state attuate politiche di incentivo alle imprese di grande portata, non ultimo lo sgravio Irap di un punto percentuale. Ora tocca anche alle imprese rispondere positivamente agli sforzi degli enti pubblici. I nostri imprenditori debbono avere più coraggio negli investimenti e più lungimiranza nell'immaginarsi protagonisti dello sviluppo in Europa». Il dato più eclatante resta quello degli investimenti in innovazione e sviluppo. Se gli enti pubblici – Provincia e Università – hanno raddoppiato le risorse destinate alla ricerca, passando dai 59 milioni stanziati nel 2000 ai 120 milioni del 2005, nello stesso periodo gli investimenti privati sono rimasti pressoché stabili: erano 29 milioni di euro nel 2000 e sono diventati 31 milioni nel 2005. «Domani, nell'incontro di verifica sulle politiche industriali – incalza Purin – chiederemo agli industriali maggiore impegno in questa direzione per aumentare la produttività e sostenere la crescita. Le nostre imprese hanno tutte le potenzialità per reggere la sfida dei mercati globali, come certificato dal dato sull’andamento delle esportazioni, ma devono fare di più e meglio. Di fronte ad un loro rinnovato sforzo, anche il sindacato farà la propria parte per sostenere la sfida dell'innovazione». E conclude. «La politica e gli attori economici e sociali debbono impegnarsi per concordare un nuovo patto per l'innovazione e per lo sviluppo sostenibile. Cgil Cisl Uil sono determinate a far diventare la questione della crescita e della necessaria redistribuzione della ricchezza uno dei temi centrali dei prossimi confronti elettorali, sia a livello nazionale che provinciale». 21 febbraio 2008

 

 

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