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La Cgil. Territorio, laboratorio di democrazia e occasione di rinnovamento

Il percorso giungerà a compimento il prossimo 3 aprile con la conferenza d'organizzazione provinciale. La sfida del rinnovamento per dare sempre più voce al mondo del lavoro.

La Cgil. Territorio, laboratorio di democrazia e occasione di rinnovamentoTerritorio, rinnovamento e democrazia. Sono queste le parole d'ordine della lunga fase di discussione che si è aperta oggi nel direttivo della Cgil e che impegnerà il sindacato confederale e le sue categorie da qui al prossimo 3 aprile, quando si terrà la conferenza d'organizzazione. Un appuntamento atteso da quasi quindici anni che servirà a ripensare ed attualizzare il ruolo del sindacato in Trentino. «Il territorio – annuncia Ruggero Purin, segretario generale della Cgil del Trentino – per il sindacato deve diventare laboratorio di democrazia e occasione di rinnovamento. Per “fare sindacato” dobbiamo ripartire dai luoghi di lavoro e dalle articolazioni territoriali della comunità provinciale». Si parte quindi da un rinnovato impegno nel coinvolgimento dei delegati eletti nei luoghi di lavoro ma anche dalla novità rappresentata dalle Comunità di valle, previste quale ente intermedio tra Provincia ed comuni dalla riforma delle istituzioni locali. «Certo – prosegue Purin - le Comunità dovranno dimostrare di saper superare nei fatti i limiti dei vecchi comprensori e dar prova di un'effettiva capacità di autogoverno in nome del principio di sussidiarietà. Pur restando critica verso le Comunità, la Cgil però intende accettare questa sfida, proprio perché non vuole che si ripetano gli errori del passato, quando nel corso degli anni i comprensori hanno perso le loro prerogative e sono stati lentamente svuotati di funzioni di governo». Per questo la Cgil sta discutendo come riposizionare la propria struttura organizzativa. L'ipotesi al vaglio degli organismi dirigenti del sindacato è quella di dar vita a nove camere del lavoro territoriali che, accorpando alcune comunità di valle, garantiscano la presenza del sindacato sul territorio, coinvolgendo i delegati sindacali presenti nei singoli ambiti ed sostenendo l'impegno sindacale delle categorie anche a livello locale. «Nasce così – continua Purin – una nuova confederalità più radicata sul territorio, più vicina alle reali condizioni del lavoro in Trentino e più democratica. Con le Comunità di valle, scommettiamo sulla negoziazione sociale, a partire dai servizi pubblici, dalle tariffe e dal sistema di welfare. Proprio su questi temi si misurerà la capacità del sindacato di difendere i redditi da lavoro e da pensione e promuovere i diritti di cittadinanza». Per raggiungere l'obiettivo non basta cambiare modello organizzativo, bisogna puntare ad un rinnovamento a 360 gradi. La Cgil ne è consapevole. «Partiamo quindi – ribadisce Purin – da un maggior coinvolgimento dei giovani, delle donne, dei lavoratori migranti e puntiamo a dotarci di nuovi strumenti di formazione e di ricerca sociale, senza i quali le armi del sindacato sono spuntate. Partire dall'analisi della realtà per guardare oltre, “più in alto e più lontano”, come scriveva Norberto Bobbio. Questo è il nostro compito». 22 febbraio 2008

 

 

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