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Spi Cgil Rovereto: “Dal Comune un lavoro prezioso sulla situazione degli anziani”

I pensionati plaudono alla prima bozza del piano anziani della giunta Valduga che ha scelto il metodo della concertazione e del coinvolgimento.

Spi Cgil Rovereto: “Dal Comune un lavoro prezioso sulla situazione degli anziani”In una recente riunione, il direttivo della Lega di Rovereto dello Spi Cgil ha discusso la bozza di documento promosso dal Comune sulla realtà socio sanitaria della popolazione anziana della città. L'apprezzamento per le modalità partecipative e i contenuti innovativi con cui si è arrivati alla realizzazione di questa indagine è stata unanime. Da molto tempo la Lega Spi rivendicava la necessità di un documento simile. Questo strumento di conoscenza del tessuto sociale roveretano è importante per indicare gli interventi necessari e urgenti per migliorare le condizioni di vita di pensionati e anziani. Il Consiglio comunale nella seduta del 29 novembre 2006 aveva approvato una mozione che impegnava la Giunta a istituire un tavolo di lavoro coordinato dall’Assessorato ai servizi sociali, per un esame delle prestazioni erogate, al fine di predisporre un piano strategico operativo sulle problematiche socio-sanitarie. L’Assessorato ha coinvolto tutti i soggetti pubblici e privati presenti sul territorio che si occupano degli anziani, con la finalità di elaborare un documento che verifichi la situazione demografica, le condizioni sanitarie e i bisogni d'assistenza, lo stato dei servizi e le prospettive future. La partecipazione è stata attiva e partecipata e importanti contributi sono giunti dalle organizzazioni sindacali, dalle associazioni, dall’azienda provinciale per i servizi sanitari e dai servizi sociali. Il documento prodotto è un ottimo lavoro, frutto dell'impegno collettivo. Contiene molti dati utili, individua limiti e abbozza soluzioni ai complessi problemi che vive la popolazione anziana. Esprimiamo, quindi, un plauso all’Assessorato che ha diretto i tavoli di lavoro e al Consiglio comunale per la sensibilità e l’attenzione dimostrata su questi delicati temi che coinvolgono la parte debole della società. L’analisi mostra un dato di continua crescita dell'invecchiamento della popolazione. Infatti, se nel 1985 la percentuale degli anziani sulla popolazione era del 13,5% nel 2006, il dato raggiunge il 21% con un incremento pari al 67%. Ciò vuol dire che oggi il carico è costituito da un anziano e un giovane ogni quattro persone in età lavorativa, mentre nel 2030 le quattro persone in età lavorativa avranno in carico un giovane e due anziani. Il problema dell’invecchiamento è uno dei temi che pone a tutti forti preoccupazioni, poiché occorre reperire le risorse e adottare nuovi strumenti per rendere la vecchiaia meno incerta. In questi anni grazie alle iniziative sindacali, allo sviluppo della medicina e alla crescita dello stato sociale la vita media si è molto allungata. Adesso i bisogni assistenziali sono maggiormente concentrati sul problema della non autosufficienza che risulta oneroso per i famigliari. Questo problema richiede una capacità dell’Ente pubblico di provvedere con risorse in strutture residenziali, attraverso interventi mirati sul territorio, riorganizzando i numerosi servizi sanitari e assistenziali, potenziando le iniziative culturali per togliere le persone dall’isolamento e dalla solitudine. In questi anni per fronteggiare la non autosufficienza si è sviluppato un mercato del lavoro parallelo a quello ufficiale, costituito da badanti. Nella nostra comunità i servizi li possiamo considerare di buon livello; essi sono forniti con molta professionalità e si articolano nelle strutture residenziali, sul territorio, attraverso il sostegno al reddito, con la promozione e la prevenzione. Le prospettive future indicate nel documento evidenziano l’aumento degli anziani e della contestuale domanda di servizi con particolare riferimento all’accoglimento in residenza sanitaria assistenziale. Altrettanto sentita è la necessità di incrementare i posti di sollievo e sviluppare ulteriormente l’assistenza domiciliare che può diventare un valido strumento per il mantenimento dell’anziano nella sua abitazione. Questo documento è stato utilizzato anche per la contrattazione sociale e alcune di queste preziose indicazioni sono state recepite nel protocollo firmato dalle organizzazione sindacali dei pensionati nei giorni scorsi con l’Assessorato alla sanità. 13 febbraio 2008

 

 

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