NEWS

Evasione porfido. Montibeller (Fillea Cgil): “A pagare sono sempre i lavoratori”

La ditta di Osamni Estref occupa anche 12 lavoratori nella cava di Camparta del gruppo Odorizzi. Montibeller: “Aziende troppo piccole e pochi controlli agevolano l'illegalità”.

Evasione porfido. Montibeller (Fillea Cgil): “A pagare sono sempre i lavoratori” «La colossale evasione fiscale - circa 2,2 milioni di euro – della ditta individuale di Osmani Estref, che opera a Scurelle nel settore della seconda lavorazione del porfido, non colpisce solo l'erario dello Stato, ma anche i dipendenti della ditta che oggi si ritrovano senza i versamenti previdenziali previsti dalla legge». E' questo il commento degli edili della Fillea Cgil del Trentino alla notizia della maxi evasione fiscale accertata dalla Guardia di Finanza. Giuliano Montibeller, responsabile del settore porfido della Fillea, è preoccupato per il destino dei lavoratori che operavano a Scurelle, ma anche per quelli che attualmente sono impiegati nella cava del gruppo Odorizzi a Camparta per l'estrazione e prima lavorazione del materiale. Si tratterebbe di almeno altri 12 lavoratori. «Ci adopereremo – continua Montibeller – affinché i lavoratori recuperino i contributi previdenziali dovuti e mai versati. Ma il problema dell'evasione e dell'elusione fiscale e contributiva va risolta alla radice. Agli agenti della Guardia di Finanza che hanno smascherato la frode va il nostro plauso. Ma ora bisogna potenziare il sistema di controllo sulle imprese, consentendo di intrecciare con immediatezza i dati fiscali con quelli legati al versamento dei contributi previdenziali. Da questo punto di vista si potrebbe mutuare il sistema del DURC (Documento unico di regolarità contributiva) adottato in edilizia e in altri settori. Accertate eventuali violazioni delle norme, a questi finti imprenditori va impedito di tornare a lucrare sul lavoro di dipendenti onesti. Certo è che il problema potrebbe essere risolto definitivamente se si incentivassero le imprese sane a crescere e se la gestione delle cave avesse una dimensione unitaria e non spezzettata in mille piccoli appalti. Lo chiediamo da tanto tempo. Non vogliamo penalizzare nessuno ma crediamo che la polverizzazione delle imprese del porfido non sia un vantaggio né per i lavoratori, né più in generale per questo segmento produttivo». 13 febbraio 2008

 

 

TORNA SU