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Sanità sempre più a misura della popolazione anziana.

Accordo tra Provincia e sindacati dei pensionati. Stamane la firma dell'assessore Andreolli e di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil.

Sanità sempre più a misura della popolazione anziana.L’assessore alle politiche per la salute della Provincia autonoma di Trento, Remo Andreolli, ed i segretari dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil Giuliano Rosi, Fnp-Cisl Giuliano Zambelli e per la Uilp-Uil Giuseppe Pisasale hanno firmato stamane un protocollo d’intesa per l’attuazione delle politiche sanitarie riferite alla popolazione anziana. L’intesa segue quella sulle politiche sociali per la stessa fascia di popolazione sottoscritta il 25 ottobre dello scorso anno con l’assessore Marta Dalmaso. Il protocollo d’intesa firmato stamane nasce innanzitutto dall’evoluzione demografica della popolazione trentina, che vede un progressivo aumento delle persone anziane (oggi gli ultra 65enni sono 96.153 e rappresentano il 19 per cento della popolazione residente, nel 2010 saranno 100.440, nel 2020 poco meno di 122.000), e dunque dalla necessità di predisporre un “presidio” sanitario calibrato su una crescente e peculiare domanda di salute di una fascia importante della popolazione. E se è vero – come ha ricordato stamane l’assessore Andreolli – che il Trentino vanta la più alta longevità in Italia per le donne (85,5 anni) ed è tra i primi posti per quella maschile (78,7 anni) e che ciò testimonia l’alto livello della qualità della vita, che dipende a sua volta anche dal livello dei servizi sanitari, è anche vero che tale livello si può sempre migliorare. Ed è appunto in questa direzione che, riaffermando la centralità della concertazione con le parti sociali, va il protocollo d’intesa tra Provincia e sindacati dei pensionati. “L’obiettivo – ha affermato Andreolli - non è direttamente quello di elevare la speranza di vita della popolazione anziana ma di allungarne la vita nella qualità”. Soddisfatti per l’intesa raggiunta i sindacati dei pensionati, che rivendicano – anche nei confronti delle confederazioni - un ruolo negoziale e di diretta rappresentanza dei pensionati e anziani. “Nel protocollo – ha affermato Giuliano Rosi del Spi Cgil – vediamo il futuro del Trentino, esso ci porterà a migliorare le prestazioni sanitarie a favore degli anziani ed a far sì che abbiano una risposta ai loro particolari bisogni”. Un riconoscimento alla “sensibilità verso la popolazione anziana” manifestato dall’Assessorato alle politiche per la salute è stato espresso dal segretario Fnp Cisl Giuliano Zimbelli, mentre Giuseppe Pisasale del sindacato Uilp Uil si è dichiarato particolarmente soddisfatto per l’attenzione manifestata, in particolare, per le malattie croniche degenerative e per l’aiuto ai famigliari delle persone anziane. Tra i punti qualificanti dell’intesa, Andreolli ha sottolineato, in particolare, il miglioramento dei servizi erogati dai distretti sanitari anche attraverso l’istituzione di Case per la salute. Ne sono previste 11, la prima delle quali è in fase di ultimazione a Storo, che sarà prossimamente oggetto di una visita congiunta, concordata oggi, di Andreolli e dei sindacati dei pensionati. Questi i punti dell’intesa. 1. Integrazione tra attività sanitarie e attività socio-assistenziali, anche alla luce di quanto previsto in attuazione della legge provinciale n. 13/2007, favorendo anche la definizione di protocolli operativi al fine di qualificare ulteriormente e potenziare la copertura di tutto il territorio provinciale con i servizi di assistenza domiciliare integrata e di cure palliative e promovendo la cultura dell’ospedale senza dolore. 2. Rafforzamento della rete dei servizi sanitari distrettuali per permettere il miglioramento dei servizi erogati dai distretti, anche attraverso l’istituzione di Case per la salute, e, anche tenuto conto delle risorse disponibili, assicurare l’appropriato utilizzo dei presidi ospedalieri. 3. Intensificare le politiche volte alla riduzione dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie di specialistica ambulatoriale e, al medesimo fine, favorire l’incremento di risorse professionali nonché il pieno utilizzo delle strumentazioni diagnostiche. 4. Proseguire e incrementare le azioni fino ad oggi intraprese dalla Provincia in materia di promozione attiva della salute, di prevenzione delle malattie attraverso iniziative di informazione ed educazione sanitaria sugli stili di vita sani, nonché di diagnosi precoce delle patologie (per l’accertamento del tumore alla prostata che riguarda soprattutto la popolazione anziana, screening del carcinoma della mammella, del collo dell’utero e del colon retto) secondo le migliori pratiche applicate dal servizio sanitario nazionale. 5. Verificare l’efficacia del funzionamento delle unità di valutazione multidimensionali presenti in ciascun distretto relativamente ai tempi di presa in carico delle persone e all’attuazione dei progetti individualizzati nonché sviluppare un progetto per la gestione delle emergenze coinvolgendo i distretti e gli enti gestori, valutando anche la possibilità di introdurre la figura del case manager. 6. Prestare particolare attenzione alle malattie croniche e degenerative, realizzando interventi di promozione, di prevenzione attiva e di riabilitazione finalizzati al controllo della progressiva perdita delle capacità funzionali della persona anziana; specifici progetti saranno attuati nei confronti delle patologie connesse con la demenza senile per assicurare adeguate prestazioni, anche a carattere residenziale, e azioni informative da realizzare ai fini di prevenzione e di rallentamento del decorso di tali patologie. 7. Proseguire gli interventi in favore della popolazione anziana per assicurare l’erogazione delle prestazioni odontoiatriche e approntare nuove modalità di accesso a prestazioni ortodontiche secondo quanto previsto dalla legge provinciale 27 dicembre 2007, n. 22 “Disciplina dell'assistenza odontoiatrica in provincia di Trento” anche impegnandosi a rivedere i parametri Icef al fine di ampliare la platea dei potenziali beneficiari. 8. Verificare il livello di appropriatezza delle prestazioni assicurate ai soggetti anziani non autosufficienti ospiti delle RSAO al fine di un eventuale potenziamento del livello di assistenza, anche attraverso l’istituzione di nuove strutture sul territorio. 9. Eseguire il monitoraggio relativo al tasso di utilizzo nonché circa l’appropriatezza d’uso dei posti letto di sollievo nelle RSA del Trentino quale strumento alternativo all’ingresso in RSA a tempo indeterminato, nell’interesse degli anziani che possono assicurarsi, negli altri periodi dell’anno, la permanenza nel proprio domicilio. 10. Adeguare i compiti dei Consultori attualizzando le prestazioni offerte alla luce delle modifiche sociali intervenute, anche estendendo il servizio a tutte le età della vita, in modo da fornire risposte tempestive ed efficaci ai nuovi bisogni che emergono. 11. Potenziare i servizi di supporto alla permanenza a domicilio delle persone anziane, specie se non autosufficienti, garantendo in particolare servizi di riabilitazione fisioterapica erogabili anche presso le RSA a beneficio di assistiti esterni non ospiti anche attraverso l’eventuale adeguamento della dotazione organica. 12. Promuovere una ricerca sul fenomeno del badantato ai fini di evidenziare eventuali criticità di sistema. Favorire le procedure di prenotazione delle visite di controllo successive alla prima visita direttamente da parte del medico specialista.

 

 

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