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Gli studenti hanno deciso: si farà un referendum

Decisione della Consulta, altre due ipotesi oltre alla scelta tra le riforme Fioroni e Dellai. Quatro opzionin sulla gestione dei debiti formativi, l'esito previsto entro fine mese.

Gli studenti hanno deciso: si farà un referendumUn referendum per conoscere il pensiero del popolo studentesco in merito agli esami di riparazione. È questa l’idea della Consulta degli studenti che vorrebbe avere i risultati entro la fine del mese per capire se appoggiare Cgil, Cisl e Uil nel chiedere una retromarcia alla Provincia. Una corsa contro il tempo che però rischia di essere del tutto inutile, visto che il presidente Dellai ha più volte ripetuto che la delibera che mantiene in Trentino il sistema dei debiti formativi non sarà modificata. Dopo sindacati, presidi e professori, ora tocca agli studenti scendere in campo sul tema degli esami di riparazione. Una decisione attesa, visto che sono loro i diretti interessati, ma forse un po’ tardiva visto che la delibera che mantiene il sistema dei debiti formativi è stata più volte blindata dal presidente Dellai. In ogni caso, la Consulta studentesca ha deciso di coinvolgere tutti gli istituti con un referendum popolare, come spiega il vicepresidente Riccardo Degasperi. «Abbiamo deciso di avviare questa sorta di sondaggio per capire cosa pensano gli studenti. In tutti gli istituti trentini durante le assemblee di classe o d’istituto verrà spiegata la situazione attuale e poi ci sarà una votazione attraverso la quale tutti esprimeranno la loro preferenza». Le opzioni sono quattro. Il decreto del ministro Fioroni che prevede il ripristino degli esami di riparazione; la delibera Dellai che mantiene il sistema dei debiti formativi; il progetto della consulta studentesca che propone un ibrido con esami per chi ha insufficienti materie caratterizzanti e debiti per chi ha “sotto” materie secondarie; il modello dei sindacati che chiedono verifiche certe dopo il biennio e prima dell’ammissione alla quinta per limitare il “trascinamento” dei debiti di anno in anno. Gli studenti dovranno barrare il sistema che preferiscono ed al momento è quasi impossibile fare previsioni. «Mi sembra che ci sia una spaccatura - spiega Degasperi - anche perché molti sono poco informati». Dopo il voto la Consulta studentesca potrà decidere se appoggiare la protesta dei sindacati, che in seguito all’assemblea dei docenti hanno minacciato uno sciopero se non vi sarà una marcia indietro da parte del governatore con un allineamento al sistema nazionale. Tutte queste prese di posizione, però, rischiano di essere un fuoco di paglia. Il tempo stringe, la delibera è stata approvata e molte scuole stanno già organizzando i corsi di recupero. È necessaria un’autentica corsa contro il tempo e gli studenti ne sono consapevoli. «Vorremmo raccogliere tutti i risultati entro la fine di febbraio per avere un quadro chiaro della situazione quando ci incontreremo con Dellai», conferma Degasperi. Anche questo, però, rischia di non bastare: il mantenimento dei debiti formativi appare scontato.

 

 

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