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Contratto nazionale Autotrasporto: siglato il verbale d'intesa

Ma pesa l'assenza di Conftrasporto e delle associazioni artigiane

Contratto nazionale Autotrasporto: siglato il verbale d'intesaA Roma nel pomeriggio di ieri 22 Settembre 2005, le segreterie nazionali di FILT/CGIL – FIT/CISL – UILT/UIL hanno sottoscritto un verbale d’intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Autotrasporto, Spedizione Merci e Logistica con le Associazioni datoriali CONFETRA, ANITA, FIAP e le organizzazioni COOPERATIVE. Le parti sociali hanno deciso di considerare superata la clausola sospensiva prevista dall’accordo del 29 gennaio 2005, al tempo necessaria per permettere al Governo Berlusconi di recepire la Direttiva Europea n. 15/2002 sull’orario di lavoro del personale viaggiante, e di attuare i contenuti dell’accordo medesimo. Divengono quindi operativi gli aumenti contrattuali di 60 Euro (al 3° livello Super, corrispondente ai conducenti di TIR) già dalla busta paga del corrente mese. Altri 28 Euro aggiuntivi (sempre calcolati sul 3° livello Super) verranno erogati con le retribuzioni di febbraio 2006. Inoltre è stata confermata l’UNA TANTUM per l’anno 2004 (pari a 500 Euro per tutti, suddivisa in due tranche) ed un’ulteriore UNA TANTUM di 380 Euro (calcolata sempre al 3° livello Super) per il periodo di vacanza contrattuale riferito all’anno 2005, anch’essa da erogarsi in due tranche. Operativa è anche tutta la parte normativa riferita al mercato del lavoro ed all’orario del personale non viaggiante (impiegati, operai). Per quanto concerne invece gli autisti, poiché il Governo non intende recepire l’avviso comune convenuto fra le parti sociali per l’attuazione della Direttiva Europea 15/2002, continueranno a trovare applicazione le normative contenute nel precedente Contratto. I contraenti hanno anche fissato un calendario d’incontri per completare l’intesa sui temi ancora indefiniti delle relazioni sindacali, della previdenza complementare, della classificazione del personale, delle indennità varie, ecc. allo scopo di chiudere il Contratto in breve tempo. Il fatto grave che si è verificato ieri nel corso della trattativa, è stata l’assenza cosciente e voluta di CONFTRASPORTO e delle varie ASSOCIAZIONI ARTIGIANE le quali non hanno siglato l’intesa. Ciò comporterà che lavoratori e lavoratrici, a parità di mansioni e di lavoro, percepiranno retribuzioni diverse solo perché le ditte da cui dipendono sono iscritte ad organizzazioni datoriali non firmatarie dell’accordo. Basti pensare che nella provincia di Trento poco meno di un centinaio di imprese daranno applicazione all’intesa appena firmata, cioè quelle iscritte ad ANITA e CONFETRA, oltre alle cooperative. La maggior parte, trattandosi di piccole imprese soprattutto artigiane (oltre cinquecento), non avranno alcun obbligo verso i loro lavoratori e lavoratrici, mantenendo inalterati i loro salari ed applicando - senza limiti contrattuali di sorta - le nuove leggi di controriforma sul mercato del lavoro approvate negli anni scorsi dal Governo Berlusconi: massima flessibilità a minor costo e tutela ridotta per le maestranze che non potranno nemmeno difendersi in mancanza di una legge che li tuteli realmente dal licenziamento illegittimo (com’è noto l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non si applica alle ditte con meno di 16 dipendenti). Ciò conferma l’idea della FILT/CGIL del Trentino che non si doveva depotenziare lo sciopero del 12 settembre u.s. ma estenderlo in modo generalizzato a tutte le imprese del settore per “piegare” le associazioni più reazionarie e conservatrici. E’ opinione delle segreterie nazionali di FILT/CGIL – FIT/CISL – UILT/UIL che “sulla base della giurisprudenza interpretativa dell’articolo 36 della Costituzione sulla ‘equa retribuzione’, i nuovi minimi (stipendiali) determinati con l’intesa di rinnovo del Ccnl (vadano) applicati a tutti i dipendenti del settore, a prescindere dall’Associazione datoriale cui aderiscono le aziende”. La FILT/CGIL del Trentino rimane convinta che tale divisione non farà che aumentare il conflitto, soprattutto giudiziale, a tutto beneficio delle imprese ed a scapito dei lavoratori e delle lavoratrici che dovranno attendere mesi, se non anni, per vedersi – forse – riconoscere da un giudice ciò che spetta economicamente loro di diritto per contratto. Sarà necessario avviare una articolata e duratura mobilitazione dell’intera categoria, tale da costringere le Associazioni non firmatarie e le aziende a dar corso ai contenuti del contratto siglato ieri a Roma. Nei prossimi giorni verrà organizzata a Trento una grande assemblea di tutto il settore per spiegare i contenuti dell’accordo e per decidere le iniziative contro quelle ditte dislocate nel territorio provinciale che non procederanno a corrispondere gli aumenti al proprio personale. 23 settembre 2005

 

 

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